DylanSclavi 300x187Il sito UBCFumetti nel luglio scorso ha riportato una notizia shock: nel panorama del fumetto italiano Dylan Dog -il fumetto più venduto dopo Tex- è in crisi. Stralci della notizia vengono qui riportati: ” Sono tempi duri, si suol dire” .. “Il periodo non proprio felice che la testata sta attraversando è palese a tutti”… “Il personaggio risulta spesso irriconoscibile oppure si ritrova depotenziato all’interno di una trama narrativa senza spessore e mediocre”.. ” visto il vertiginoso calo qualitativo cui abbiamo assistito”.. ” lo status attuale costituisce una ulteriore spinta propulsiva ad accelerare il processo di disfacimento di questa icona dell’immaginario fumettistico e non”.. e poi ubc arriva alla conclusione finale:

Che cosa accade, allora, quando non solo l’identità del titolare della serie è stravolta e di scarso spessore, ma anche le storie nelle quali interagisce sono sostanzialmente inadeguate? Si perdono lettori.”

Insomma stando a quanto sopra riportato, si può parlare del caso Dylan Dog. Ho elaborato una teoria a riguardo: quello che viene detto è in parte vero ma è anche falso: non si può parlare di una crisi vera e propria. E’ il frutto di una naturale evoluzione storica della testata… il corso degli eventi ha portato Dylan Dog a sopravvivere per 23 anni ma lo ha anche profondamente trasformato. Leggendo gli albi storici -dal num. 1 al 100- ci si accorge di una lenta e progressiva “degenerazione” anche se non è in questi termini che andrebbe definita. L’analisi di UBSFumetti si ferma a canoni valutativi fermi agli anni ’80 e ’90 senza scavare più in profondità nella realtà dei fatti. Si tratta piuttosto di un adeguamento, ai tempi futuri, che ha reso Dylan diverso dagli albori. Insomma, Dylan Dog è sopravvissuto per un ventennio e probabilmente lo farà per molto di più.

Il caso Dylan Dog continua

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