Curiosità: Il caso Dylan Dog
Il sito UBCFumetti nel luglio scorso ha riportato una notizia shock: in sostanza nel panorama del fumetto italiano Dylan Dog (il fumetto più venduto in italia dopo Tex e Topolino) è in crisi!
Stralci della notizia vengono qui riportati: ” Sono tempi duri, si suol dire” .. “Il periodo non proprio felice che la testata sta attraversando è palese a tutti”… “Il personaggio risulta spesso irriconoscibile oppure si ritrova depotenziato all’interno di una trama narrativa senza spessore e mediocre”.. ” visto il vertiginoso calo qualitativo cui abbiamo assistito”.. ” lo status attuale costituisce una ulteriore spinta propulsiva ad accelerare il processo di disfacimento di questa icona dell’immaginario fumettistico e non”..
e poi ubc arriva alla conclusione finale:
Che cosa accade, allora, quando non solo l’identità del titolare della serie è stravolta e di scarso spessore, ma anche le storie nelle quali interagisce sono sostanzialmente inadeguate? Si perdono lettori.”
Insomma stando a quanto sopra riportato, si può parlare del caso Dylan Dog! DDComics ha elabrato una teoria a riguardo?
Ma certo.. era ovvio! Insomma cosa dire, quello che viene detto è parzialmente vero e parzialmente falso ma non si può èparlare di una crisi apocalittica e per un semplice motivo: ciò che è accaduto è il frutto d’una naturale evoluzione storica della testata, insomma è il corso degli eventi che ha si permesso a Dylan Dog di sopravvivere per 23 anni ma lo ha anche profondamente trasformato. Accorgersi di questo è facile, basta leggere gli albi dall’1 al 100 e poi i restanti.. ci si accorge di una lenta e progressiva “degenerazione” ma in realtà non è così che va definita! L’analisi di UBSFumetti si ferma a canoni valutativi fermi agli anni ‘80 e ‘90 senza scavare più in profondità nella realtà dei fatti.. e cioè che ciò di cui ci si accorge non è d’una degenerazione o involuzione ma di una trasformazione, sia del personaggio che delle sceneggiature.. Insomma un adeguamento ai tempi futuri ha reso Dylan diverso dagli albori e non ci giurerei che sia un cambiamento necessariamente in negativo. Gli appassionati di sempre continuano sempre a leggerlo e ad acquistare i nuovi albi, i malinconici e conservatori invece esaltano la bellezza e l’originalità dei primi albi e ahimè i cinici ne proclamano la crisi e il fallimento totale..
I numeri sono numeri e lettori o no, Dylan Dog ha sopravvisuto per un ventennio e probabilmente lo farà per molto di più!
Per non dimenticare chi era, chi è stato e chi sarà l’indagatore dell’incubo..

Disegni e immagini (c) 2009 Sergio Bonelli Editore e rispettivi autori
(le immagini sono state pubblicate a scopo informativo)






