Intervista a Paola Barbato

Intro
Innanzitutto dallo staff di DDComics al completo, un caloroso saluto alla nostra sceneggiatrice preferita!
Grazie per aver accettato quest’intervista!
Paola Barbato ha lasciato un messaggio in particolare: “Ci tengo a precisare che ho cominciato a rispondere a quest’intervista dalla domanda n°7..”
Dunque consigliamo di cominciare a leggere quest’intervista, paradossalmente, dall’ultima domanda!
Intervista
- Dunque, cominciamo subito con una domanda di rito: Dove trova Paola Barbato l’ispirazione per le sue sceneggiature?
Paola Barbato: “Da nessuna parte. Un’idea nasce dal nulla. Da una considerazione che si fa davanti al tg, da una lavatrice che si è mangiata un calzino, da un dolore a una spalla. Io leggo quello che capita, guardo quello che capita, ascolto quello che capita. E l’idea arriva.“

- Quanto ti sei “affezionata” al nostro old boy? Da lettrice sei passata a sceneggiatrice “quasi per caso”, come hai affermato altre volte; per te oggi è solo un lavoro?
Paola Barbato: “Non è solo un lavoro, il giorno che lo sarà lascerò Dylan Dog. Perchè amo scrivere, e scrivo ciò che amo. Non sono capace di scrivere meccanicamente, su commissione. Il giorno che dovessi farlo sarà per una cifra straordinaria che anteporrà le necessità della vita quotidiana a quelle dell’appagamento personale. Voglio bene a Dylan, mi incuriosisce, mi interessa. Ho un affetto sincero per lui, è lo stesso che avevo da lettrice, solo che ora so molte più cose e -suo malgrado- a volte conduco io il gioco.“
- Sei a conoscenza che molti fan ti reputano “il successore”, al femminile s’intende, del famoso Tiziano Sclavi? Soprattutto dopo le importanti esperienze del n. 200, 241 e 242 di Dylan Dog, cosa pensi a riguardo, come ti consideri?
Paola Barbato: “E’ una stupidaggine. Io e Tiziano siamo quasi opposti, compararci non ha senso, al di là dell’abissale divario artistico che ci separa. Scrittura, temi, approccio con il lettore e rapporto con Dylan sono lontanissimi. Quindi ribadisco che è una stupidaggine. Ma i lettori sono liberi di pensare quello che vogliono. Io la penso così.“
- Parlaci un po’ dei tuoi progetti per il futuro: dopo il successo del tuo ultimo romanzo “Mani Nude”, rumors parlano di un terzo, per Gennaio 2010.. l’editore sarà sempre la Rizzoli ma rimane tutt’ora senza titolo, puoi sbilanciarti un po’? Magari anche parlandocene in generale..
Paola Barbato: “Non sono “rumors”, è ufficiale che il terzo romanzo uscirà il 20 gennaio 2010. Il titolo non è definitivo (pur essendo sicuro al 99%), per questo non viene divulgato. Non posso accennare nulla, il 1° gennaio verrà aperto un blog apposito che svelerà vari dietro le quinte e anticiperà qualcosa su trama e personaggi. Posso dire che è diverso dai due precedenti, e che per certi versi è il più duro. Non il più cattivo, non il più sadico, ma quello con cui il lettore farà -forse- più fatica a confrontarsi.“
- Hai dichiarato di aver letto come tuo primo Dylan “Goblin” (n. 45); com’è cambiato il tuo modo di vedere l’indagatore dell’incubo negli anni?
Paola Barbato: “Non è cambiato. Siamo solo diventati più intimi. Prima leggevo le storie di qualcuno che non conoscevo, ora è come se scrivessi le cose che succedono a mio cugino.“
- Tornando ai tuoi romazi, Mani nude si è giudicato il prestigioso Premio Giorgio Scerbanenco 2008.. trai più soddisfazione dalla critica ufficiale e quindi da questi premi oppure dai lettori?
Paola Barbato: “Devo fare subito un distinguo. Io non considero “lettori” quelli che scrivono su internet, partecipano ai forum, a varie community, hanno blog ecc. Specifico: sono lettori anche loro, ma non valgono come “campione generico”. Perchè sono persone che analizzano il mio lavoro, non ne “fruiscono” e basta. Quindi il peso maggiore non ce l’hanno i critici professionisti (importantissimi soprattutto per la valutazione a freddo del mio lavoro, delle interpretazioni diverse, dell’impatto su chi ne sa più di me), ne’ quelli semplicemente appassionati (che mi forniscono punti di vista nuovi, criticano spietatamente – e questo fa bene- o elogiano senza mezze vie -e anche questo fa bene-) ma sono quelle persone che incontro agli eventi, i conoscenti, i colleghi di altri campi (cinema, tv, fumetti). La gente che magari ha comprato un libro senza sapere chi fossi, senza aspettarsi niente. Loro sono la cosiddetta “massa silenziosa”, che si esprime attraverso il passaparola, che gratifica un libro prestandolo a un amico. Quando ho la fortuna di incontrare queste persone posso davvero CAPIRE cosa ci sia di buono nel mio lavoro. Le altre sono gratificazioni, anche enormi, oppure avvilimenti, rabbie, ma devo circostanziarle. Perchè, diciamocelo: se un libro viene stroncato dalla critica ma vende un milione di copie (o viceversa)… beh, una ragione c’è sempre. E individuarla è fondamentale.“

- Come di consueto, essendo pienamente a conoscenza di quanto sia “difficoltoso”, ma si sa siamo sadici (
); dato che la maggior parte delle interviste non lascia mai spazio a ciò che, probabilmente, l’artista vorrebbe comunicare ai lettori, lasciamo questo spazio per permetterti di dare consigli utili a chi vorrebbe avventurarsi in questo mestiere e per ulteriori personali considerazioni.
Paola Barbato: “A nessuno piace stare scomodo. Ci sono mille raccomandazioni e dozzine di decaloghi su come rispondere a una domanda come questa. Ho sempre cercato di seguire queste regole, ho cercato di essere educata, di non essere brutale, di non dare di me un’immagine distorta. E nonostante questo il risultato è stato sempre quello di vedere rappresentata “la Barbato” e mai me. La gente stessa non riesce a riconoscermi, quando mi incontra, non si capacitano del fatto che io dica “grazie”, che sia gentile, o che mi rattristi nell’essere criticata, incompresa o considerata diversa da come sono. Più cerco di sottolineare la mia normalità (senza virgolette) più vengo derisa o attaccata come “ipocrita” (virgolette) o “frignona” (virgolette). Quindi ecco, ci rinuncio. Crediate in quel che volete. Ed ecco la mia ultima verità, che è anche il mio consiglio. Volete scrivere? Imparate la grammatica, la sintassi, la consecutio temporum, l’italiano, abbiate curiosità per le parole che non conoscete, imparate ad esprimere in cinque parole un concetto che ne necessita sei. Una volta imparata la sintesi potrete spaziare in descrizioni infinite. Aggiungere è uno scherzo, sottrarre un’arte. Tutte queste cose però non servono, se non siete dei narratori, degli affabulatori. Se non sapete raccontare una barzelletta, o un aneddoto. Se non sapete catturare l’attenzione solo con le vostre parole, scritte o dette che siano, lasciate perdere. La scrittura è un’arte, non una tecnica. Ha bisogno ANCHE della tecnica, ma se non avete il dono dell’affabulazione siate sinceri con voi stessi. E lasciate perdere. Ma se il dono c’è, allora non mollate, perchè questo mondo fa abbastanza schifo e abbiamo bisogno di qualcuno che ci racconti una storia a cui credere, anche solo per una manciata di minuti.“
Intervista a cura di Marco Rizzo
Immagini e Disegni © Sergio Bonelli Editore
Questo articolo è stato inserito da Admin DDC. [RiZzUs] il 16 novembre 2009 alle 16:55, ed è archiviato in Articoli in evidenza, Interviste. Puoi seguire le risposte a questo articolo con i feeds RSS 2.0. Puoi anche scrivere un commento o segnalare un trackback dal tuo sito.
- #3 Pubblicato da Admin DDC. [RiZzUs] 2 anni fa
Perfetto! E’ impressionante il numero di lettori che sono arrivati da afnews.info e a che ritmo il sito sta crescendo!
Superando ogni mia stessa aspettativa, con notizie in esclusiva e articoli dedicati.. Ormai le persone quando cercano un albo, un’informazione trova su Google tra i primi 4 risultati DDComics..
- #10 Pubblicato da CRISTINA 1 anno fa
ok, finito e mi è piaciuto il finale direi alla Clint Eastwood
( …poi se il periodo dell’ispettore Callaghan o di Mystic River ….non lo dico x chi lo deve leggere)
asciutto, pochi fronzoli se non i ritratti psicologici (micidiali) dei personaggi.ps x briandog…. ho iniziato mani nude …ma da mamma d’adolescente….non gliela fo’…… proverò con filo rosso
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Semplicemente grandiosa! Paola, GRAZIE!