..Da un’idea del 2007..

Restauro per fumetti e libri

Se siete arrivati fin qui, avrete certamente qualche problema con il vostro albo o fumetto preferito. Dato che anche l’occhio vuole la sua parte, vediamo come porvi rimedio.

I metodi di seguito descritti possono essere utilizzati su qualsiasi fumetto (o libro), Dylan Dog e gli altri Bonelli compresi… tenete presente che si tratta di tecniche che, se applicate nei modi descritti, non dovrebbero causare danni ai vostri fumetti. Le guide e i procedimenti descritti sono stati testati con successo; tuttavia, per danneggiamenti gravi o albi molto rari (es. Topolino libretto n.1, 1949) consigliamo il restauro da un esperto. I consigli sono tratti, per la maggior parte, da siti specializzati sul restauro e da professionisti del settore; la dicitura “tecniche amatoriali” si riferisce, più che altro, all’applicazione di tali procedure. E cioè da mani inesperte. Non ci riteniamo responsabili per ogni, eventuale, danno.

  1. Rimozione etichette, bollini di sovrapprezzo e adesivi dai fumetti senza danneggiarli;
  2. Re-incollamento delle coste: Restauri a parti di dorso o costole danneggiate;
  3. Eliminazione di scarabocchi e segni di biro;
  4. De-ingiallimento, sbiancamento e pulizia (anche da macchie);
  5. Recupero fumetti e libri bagnati;
  6. Ricostruzione: Frammenti e parti mancanti;

Rimozione etichette/bollini e adesivi

Sull’argomento, purtroppo, gli esperti si chiudono spesso nel riservatissimo “silenzio stampa”; così da preservare una sorta di monopolio sul settore. Le esperienze maturate e i consigli di alcuni esperti hanno, comunque, portato a questa mini guida. Per la rimozione possiamo procedere in due metodi:

| Premessa | Partiamo dal presupposto che molte delle colle utilizzate nelle etichette e/o bollini adesivi sono termolabili (sensibili al calore). Procediamo, quindi, per gradi.

Primo metodo

Per cominciare, si consiglia di non applicare subito prodotti sul fumetto (o libro) e procedere come segue:

  1. Se l’adesivo, già a vista, non risulta molto forte; procedete con l’asciugacapelli per rimuovere delicatamente l’intruso dopo 3-4 min di esposizione;
  2. Se non rientrate nel caso appena esaminato, occorrono: 1 ferro da stiro, 1 foglio di carta A4 e 1 pinzetta

N.B. La prima volta, per mettere a punto la temperatura e il tempo, è consigliabile provare su una copertina di un albo poco importante.

  • Portare il ferro da stiro a temperatura media (tipo seta e senza utilizzare il vapore);
  • Applicare il foglio sopra il fumetto, in corrispondenza dell’etichetta da rimuovere. (in modo che il calore non venga applicato direttamente nel fumetto);
  • Quindi, appoggiare il ferro da stiro, sul foglio, in corrispondenza dell’etichetta e lasciare per alcuni secondi (ALCUNI);
  • Se avrete fatto attenzione, con il giusto equilibrio tra temperatura e tempo, l’adesivo potrà essere rimosso, facilmente e senza lasciare traccia, con una pinzetta;

Secondo metodo

Questa è la fase in cui si è deciso di applicare specifici prodotti. E’ importante, innanzitutto, NON utilizzare prodotti a base di alcol, benzina o simili, perché rovinerebbero i colori e gli inchiostri del fumetto (o libro). Il metodo dello spray è quello consigliato. Ma solo se si ha pazienza e moderazione nell’uso.

Come procedere:

  1. Metodo consigliato: Utilizzare (con moderazione) un prodotto specifico spray, il “Leva etichette Talken Color“) o lo “Scolla Etichette Label Off“, per esempio. Questi spray agiscono sciogliendo il collante degli autoadesivi senza lasciare tracce. Dovrete applicare lo spray sul bollino e POCO attorno ad esso; lasciare agire per qualche minuto, e rimuoverlo, delicatamente, con le pinzette o manualmente. Per applicare lo spray, senza commettere errori, potete utilizzare sin dall’inizio un cotton fioc piuttosto che spruzzarlo direttamente sul fumetto.  Il bollino adesivo (o etichetta) verrà rimosso senza lasciare traccia; tuttavia, potrebbe rimanere per qualche minuto un leggero alone che poi si andrà asciugando. Se, rimosso l’adesivo, sono rimaste tracce di colla sul fumetto; dovrete applicare altro prodotto con molta moderazione e in proporzione alla colla rimasta. NON spruzzate lo spray direttamente sulla superficie ma su un cotton fioc e strofinate quest’ultimo sulla parte interessate per rimuovere il resto della colla adesiva. (non testato da chi scrive)
  2. Metodo alternativo [più ecologico]: Immergere un cotton fioc in acqua tiepida/calda, (solitamente ne occorono almeno tre perchè si vanno rovinando) e strofinarlo delicatamente sul bollino. E’ importante avere pazienza. Il bollino/etichetta si solleverà senza alcun danno per la copertina . In quattro/cinque minuti di lavoro, il bollino potrà essere rimosso facilmente. (vedi commenti per il procedimento passo dopo passo – testato)

Restauri a parti di dorso o costole danneggiate: Re-incollamento

Sfatiamo un luogo comune.

Tutti i librai e i restauratori sconsigliano caldamente l’uso di colle viniliche per incollare i libri.
Il motivo è molto semplice: lo sgradevole effetto di segatura bianca che si verifica quando la colla secca e comincia a sgretolarsi.
E’ anche vero, però, che la vinavil ha un’ottima tenuta e buona presa… quindi, per evtare il rischio sopra descritto, è consiliabile usarla con una variante:

Mescolate la vinavil con la classica colla per carta da parati che trovate in vendita presso qualunque ferramenta (per intenderci, è quella composta da piccoli pallini che va diluita in acqua). Le percentuali sono le seguenti: circa il 60% di colla per carta da parati e il restante 40% di Vinavil.
Le due colle hanno densità diverse, quindi, sedimentano a strati. Prima dell’uso vanno ovviamente mescolate.
Il grosso vantaggio della miscela è dovuto al mix delle caratteristiche positive delle due colle. E, soprattutto, da quella per la carta da parati che è studiata per non lasciare aloni.

Evitate la “coccoina”: presenta ancora di più il difetto già evidenziato per il vinavil. E cioè che passato il tempo, la colla si secca e diventa molto farinosa, tendendo a scollarsi.

Eliminazione di scarabocchi e segni di biro

Qui non si parla di macchie o materiale da pulire ma del vero vandalismo da biro.

In questo caso, più che in ogni altro, gli esperti sono molto attenti a non rilasciare dichiarazioni, facendoci brancolare nel buio. Non resta che fidarci dell’esperienza:

  1. EVITATE solventi improvvisati e non adatti, perché i risultati sono molto scarsi;
  2. Sostanze chimiche come il dimetilformammide o il metilpirrolidone scioglie bene l’inchiostro della biro. E altrettanto bene i colori a stampa, quindi EVITATELI;
  3. E’ INUTILE usare carta assorbente, anche se cambiata frequentemente, non riuscirete ad impedire la migrazione del colore nelle parti del libro/fumetto;

Un consiglio? Rivolgetevi, in questi casi, ai restauratori professionisti.

De-ingiallimento, sbiancamento e pulizia

  • Per la pulizia si consiglia di utilizzare, in piccole dosi, prodotti poco aggressivi. A tal proposito, sono risultati idonei i disinfettanti ANALCOLICI, nello specifico delle copertine lucide è ottimo il “Pronto”.
  • Arriviamo ora al tasto dolente: il de-giallimento.  Sullo sbiancamento delle pagine, le informazioni, tratte da esperti restauratori, vengono ivi riportate.

Molti utilizzano, in bassissime percentuali, l’ipoclorito di sodio (la candeggina) che, ovviamente, funziona. Questo procedimento NON andrebbe fatto: si ottengono risultati eccellenti sull’immediato ma viene intaccata l’integrità delle pagine che saranno soggette ad un rapito decadimento temporale.

In pratica l’uso di sbiancanti ossidanti è da ritenersi da usare solo in caso di assoluta necessità e in qualunque caso non c’è motivo di usare l’ipoclorito di sodio (candeggina), poichè esistono sbiancanti più blandi come (in ordine di preferenza) la sbianca al sole, l’acqua ossigenata (occhio ai volumi però) e anche l’ipoclorito di calcio che comunque è da preferire a quello di sodio. .

Alessandro Sidoti, Restauratore conservatore di libri e manoscritti

Tuttavia sono state rilevate delle controindicazioni con l’utilizzo eccessivo di acqua ossigeta; dopo usata, lascia nella carta dei punti oppure delle macchie scure più fastidiose di quelle prima del restauro.

Chimico

E’ importante, inoltre, tenere presente che…

… l’ingiallimento di un foglio non sempre ha un effetto sgradevole e che una leggera “patina” di antichità è generalmente ben gradita anche agli amatori/collezionisti.

Nessun restauratore onesto potrebbe fornire informazioni precise “su come intervenire”  se non fornisci parecchie indicazioni (eventuali immagini sull’effettivo stato della carta e del disegno, descrizione degli effettivi problemi che ha il disegno, risultati delle analisi sulal carta come per esempio qualche prova di pH).

Inoltre lo “sbiancamento solare” non è un’alternativa agli sbiancamenti ossidanti di dubbia fama che in parte sono stati accennati su questo thread.
In realtà si tratta proprio di una sbianca ossidante (si basa sull’azione dei raggi UV sui doppi legami) che è stata utilizzata per sbianche più tenui.
In ogni caso il procedimento è descritto nel Paper Conservation catalog (cap. 19 Bleaching, pp. 15-16 e 1 che lo assimila (correttamente) per metodologia ed efftti alla sbianca con acqua ossigenata (di cui può pure costituire un’integrazione).
Di fatto mi pare anche più difficile da controllare delle altre sbianche ossidative di tipo puramente chimico.

eflaia, Resp. laboratorio conservazione e archivista

Recupero fumetti e libri bagnati

Si riporta quanto dichiarato da esperto restauratore di libri:

..farò un discorso standard. Il metodo più efficace è quello intanto di congelare il materiale così da poter poi lavorare nell’asciugatura su uno o comunque pochi pezzi per volta. Nel congelamento devi avere l’accortezza di provvedere a imbustare in buste di plastica, o ancora meglio avvolgere in carta da freezer, da forno o siliconata. Una volta congelati i volumi hai a disposizione un po’ di tempo per poter cercare la soluzione più idonea e, nel tuo caso economica. considera che dovrai aver già messo da parte eventuale materiale particolare, è importante che tu abbia selezionato le carte patinate che possono essere asciugate solo con metodi particolari. Una volta congelati potrai procedere poi a asciugare all’aria pochi libri per volta interfogliando i pezzi con carta assorbente (un foglio ogni 20 pagine) oppure potrai sperimentare l’asciugatura in pacchi sottovuoto (serve solo una comune macchina per il vuoto alimentare la puoi trovare tra alimentari e supermercati, dipende un po’, non ho mai provato quelle casalinghe ma non è detto che non funzionino)
Una volta congelato il materiale facci sapere quanti libri sono, se ci sono libri patinati, con fotografie (vere), manoscritti.
per le macchi di cartoncino digli che ormai non c’è niente da fare i trattamenti sono spesso assai difficili.

Alessandro Sidoti

Ricostruzione: Frammenti e parti mancanti

La ricostruzione è bene affidarla a mani più esperte, tuttavia, potrete procedere artigianalmente, con pazienza e dedizione, ottenendo ottimi risultati:

Per la ricostruzione di parti del fumetto bisognerebbe utilizzare la carta giapponese di varia grammatura, oppure utilizzare altri albi o ristampe come pezzi di ricambio per reincollarli come descritto sopra.

Per le colorazioni artigianali si ottiene un ottimo effetto con i pastelli ad acqua, fantastici sopratutto se avete tutti i (circa) cento tipi di colori.

Per la rimozione delle abrasioni, macchie e pulizie in generale… vedere i punti precedenti.


A cura di Marco Rizzo

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