Tecniche di restauro
Restauro per fumetti e libri
Se siete arrivati fin qui, avrete certamente qualche “problemuccio” con il vostro albo/fumetto preferito e poichè anche l’occhio vuole la sua parte, vorrete porvi rimedio!
I metodi di seguito descritti possono essere utilizzati su qualsiasi fumetto (o libro), Dylan Dog o altri Bonelli compresi.. ricordatevi che comunque si tratta di tecniche che se applicate nei metodi e moderazione descritti non dovrebbero causare danni ai vostri fumetti. Le guide e i procedimenti descritti, sono stati testati con successo, tuttavia per danneggiamenti gravi o albi molto rari (es. Topolino libretto n.1, 1949) consigliamo restauro da esperto. I consigli sono tratti, per la maggior parte, da siti specializzati sul restauro, da professionisti del settore; quindi la dicitura “tecniche amatoriali”, si riferisce più che altro all’applicazione di tali procedure da mani inesperte (noi e voi non professionisti). Non ci riteniamo comunque responsabili per qualsiasi, eventuale, danno.
- Rimozione etichette, bollini di sovrapprezzo e adesivi dai fumetti senza danneggiarli;
- Re-incollamento delle coste: Restauri a parti di dorso o costole danneggiate;
- Eliminazione di scarabocchi e segni di biro;
- De-ingiallimento, sbiancamento e pulizia (anche da macchie);
- Recupero fumetti e libri bagnati;
- Ricostruzione: Frammenti e parti mancanti;
Rimozione etichette/bollini e adesivi
A tal proposito purtroppo glie sperti si chiudono spesso nel riservatissimo “silenzio stampa”, anche e soprattutto per preservare una sorta di monopolio sul settore. Tuttavia plurime esperienze hanno portato alla creazione di questa mini-guida; per la rimozione possiamo procedere con due metodi:
| Premessa | Partiamo dal presupposto che molte colle utilizzate nelle etichette o bollini adesivi sono termolabili (sensibili al calore) e dunque procedere per gradi.
Primo metodo
Si consiglia innanzitutto d’iniziare non applicando immediatamente prodotti sul fumetto (o libro) e procedere come segue:
- Se l’adesivo non risulta già a vista molto forte, procedere con l’asciugacapelli e rimuovere delicatamente dopo 3-4 min di esposizione;
- Se non si rientra nel caso, occorre: Un ferro da stiro, un foglio di carta A4 e una pinzetta
N.B “ La prima volta è consigliabile provare su una copertina poco importante, per mettere a punto la temperatura e il tempo “
- Portare il ferro da stiro a temperatura media (tipo seta e senza utilizzare il vapore);
- Applicare il foglio sopra il fumetto, in corrispondenza dell’etichetta da rimuovere (così da non applicare il calore direttamente nel fumetto);
- Quindi appoggiare il ferro da stiro sul foglio in corrispondenza dell’etichetta e lasciare per alcuni secondi (ALCUNI);
- Se sarete stati accorti apportando in rapporto giusta temperatura e tempo, l’adesivo potrà essere rimosso facilmente e senza lasciare traccia con la pinzetta; (metodo testato ma inefficace nel caso specifico, sono passato al secondo metodo – ecologico)
Secondo metodo
Adesso passiamo alla fase in cui si è deciso di applicare specifici prodotti; è importante innanzitutto non utilizzare prodotti a base di alchool o benzina e simili, perchè rovinerebbero i colori e gli inchiostri del fumetto (o libro). In generale comuque si consiglia il metodo con lo spray, ma solo se si ha pazienza e moderazione nell’uso!
Procedete come segue:
- Metodo consigliato: Utilizzare (con moderazione) un prodotto specifico spray, il “Leva etichette Talken Color“) oppure lo “Scolla Etichette Label Off“; tali spray agiscono sciogliendo il collante degli autoadesivi senza lasciare tracce. Dovrete applicare lo spray sul bollino e pochissimo intorno ad esso e lasciare agire per qualche minuto, dopodichè rimuoverlo delicatamente con le pinzette o manualmente. Per applicare lo spray senza commettere errori, più facilmente potete utilizzare sin da subito un cotton fioc, invece che spruzzarlo direttamente sul fumetto. Il bollino adesivo o etichetta che dir si voglia, verrà rimosso senza lasciare traccia, tuttavia potrebbe rimanere per qualche minuto un leggero alone che poi si andrà asciugando. Se rimosso l’adesivo, è rimasta (improbabile ma succede) della colla dell’adesivo sul fumetto, dovrete applicare altro prodotto con molta moderazione e in proporzione alla colla rimasta, non spruzzando direttamente sulla superficie ma su un cotton fioc per poi strofinarlo delicatamente e rimuovere il resto della colla adesiva. (non testato da chi scrive)
- Metodo alternativo [più ecologico]: Utilizzare dell’acqua tiepida/calda, immergendo un cotton fioc (solitamente ne occorono almeno due perchè si vanno rovinando) e strofinarlo delicatamente sul bollino; fino a quando, con pazienza, il bollino/etichetta si solleverà senza alcun danno per la copertina. Generalmente in tre/quattro minuti di lavoro, il bollino viene rimosso facilmente. (vedi commenti per il procedimento passo dopo passo – testato)
Restauri a parti di dorso o costole danneggiate: Re-incollamento
Sfatiamo un luogo comune:
Tutti i librai ed i restauratori sconsigliano caldamente l’uso di colle viniliche per incollare i libri.
Il motivo è molto semplice, ed è dovuto allo sgradevole effetto segatura bianca che si verifica quando una colla di questo tipo si secca e comincia a sgretolarsi.
Tuttavia tutti sanno che la vinavil ha un’ottima tenuta e buona presa; così per evtare il rischio sopra descritto è consiliabile usare una variante:
Mescolate la classica colla per carta da parati, (quella composta da piccoli pallini, che va diluita in acqua), in vendita presso qualunque ferramenta con la vinavil; con le percentuali seguenti: circa il 60% colla per carta da parati e il restante 40% Vinavil.
Le due colle hanno densità diverse, quindi sedimentano a strati, e vanno ovviamente mescolate prima dell’uso.
Il grosso vantaggio della miscela deriva dall’unione delle caratteristiche positive di entrambe, ma soprattutto da quella per la carta da parati, in quanto studiata per non lasciare aloni.
Evitate la “coccoina“, perchè presenta ancora di più il difetto già evidenziato per il vinavil: passato del tempo, la colla si secca, divenendo farinosa e tendendo a scollarsi.
Eliminazione di scarabocchi e segni di biro
Qui non si parla di macchie o materiale da pulire ma del vero vandalismo da biro (
)
Soprattutto in questo caso gli esperti sono molto attenti a non rilasciare dichiarazioni, facendoci brancolare nel buoio; pertanto resta da sottolineare per esperienza che:
- Evitate solventi improvvisati e non adatti, perchè i risultati sono molto scarsi;
- Sostanze chimiche come il dimetilformammide o il metilpirrolidone scioglie bene l’inchiostro della biro, ma altrettanto bene i colori a stampa, quindi sono da evitare;
- Inoltre con questi prodotti, nonostante l’uso di carte assorbenti frequentemente ricambiate, non si è impedita la migrazione del colore nelle altre parti del libro/fumetto;
Si consiglia quindi, in questi casi, di rivolgersi in questi casi a restauratori professionisti.
De-ingiallimento, sbiancamento e pulizia
- Per la pulizia si consiglia di utilizzare prodotti poco aggressivi e in piccole dosi; a tal proposito risultano essere idonei i disinfettanti analcolici, nel particolare delle copertine lucide è ottimo il “Pronto”.
- Arriviamo ora al tasto dolente: il de-giallimento e quindi lo sbiancamento delle pagine. Le informazioni di seguito riportate sono tutte tratte da esperti restauratori e raccolte in ordine e con criterio qui di seguito.
Molti utilizzano l’ipoclorito di sodio, cioè la candeggina (in bassissima percentuale), che ovviamente funziona ma tale procedimento non andrebbe fatto (si ottengono risultati eccellenti sull’immediato ma viene intaccata l’integrità delle pagine che sarnno soggette ad un rapito decadimento).
In pratica l’uso di sbiancanti ossidanti è da ritenersi da usare solo in caso di assoluta necessità e in qualunque caso non c’è motivo di usare l’ipoclorito di sodio (candeggina), poichè esistono sbiancanti più blandi come (in ordine di preferenza) la sbianca al sole, l’acqua ossigenata (occhio ai volumi però) e anche l’ipoclorito di calcio che comunque è da preferire a quello di sodio. .
Alessandro Sidoti, Restauratore conservatore di libri e manoscritti
Tuttavia sono state rilevate delle controindicazioni con l’utilizzo eccessivo di acqua ossigeta; dopo usata, lascia nella carta dei punti oppure delle macchie scure più fastidiose di quelle prima del restauro.
Chimico
Tieni comunque presente che:
Ti ricordo una volta di più che l’ingiallimento di un foglio non sempre ha un effetto sgradevole e che una leggera “patina” di antichità è generalmente ben gradita anche agli amatori/collezionisti.
Nessun restauratore onesto potrebbe fornire informazioni precise “su come intervenire” se non fornisci parecchie indicazioni (eventuali immagini sull’effettivo stato della carta e del disegno, descrizione degli effettivi problemi che ha il disegno, risultati delle analisi sulal carta come per esempio qualche prova di pH).
Inoltre lo “sbiancamento solare” non è un’alternativa agli sbiancamenti ossidanti di dubbia fama che in parte sono stati accennati su questo thread.
In realtà si tratta proprio di una sbianca ossidante (si basa sull’azione dei raggi UV sui doppi legami) che è stata utilizzata per sbianche più tenui.
In ogni caso il procedimento è descritto nel Paper Conservation catalog (cap. 19 Bleaching, pp. 15-16 e 1 che lo assimila (correttamente) per metodologia ed efftti alla sbianca con acqua ossigenata (di cui può pure costituire un’integrazione).
Di fatto mi pare anche più difficile da controllare delle altre sbianche ossidative di tipo puramente chimico.eflaia, Resp. laboratorio conservazione e archivista
Recupero fumetti e libri bagnati
Discorso differente è da farsi per il trattamento di fumetti e libri bagnati; si riporta quanto dichiarato da esperto restauratore di libri:
..farò un discorso standard. Il metodo più efficace è quello intanto di congelare il materiale così da poter poi lavorare nell’asciugatura su uno o comunque pochi pezzi per volta. Nel congelamento devi avere l’accortezza di provvedere a imbustare in buste di plastica, o ancora meglio avvolgere in carta da freezer, da forno o siliconata. Una volta congelati i volumi hai a disposizione un po’ di tempo per poter cercare la soluzione più idonea e, nel tuo caso economica. considera che dovrai aver già messo da parte eventuale materiale particolare, è importante che tu abbia selezionato le carte patinate che possono essere asciugate solo con metodi particolari. Una volta congelati potrai procedere poi a asciugare all’aria pochi libri per volta interfogliando i pezzi con carta assorbente (un foglio ogni 20 pagine) oppure potrai sperimentare l’asciugatura in pacchi sottovuoto (serve solo una comune macchina per il vuoto alimentare la puoi trovare tra alimentari e supermercati, dipende un po’, non ho mai provato quelle casalinghe ma non è detto che non funzionino)
Una volta congelato il materiale facci sapere quanti libri sono, se ci sono libri patinati, con fotografie (vere), manoscritti.
per le macchi di cartoncino digli che ormai non c’è niente da fare i trattamenti sono spesso assai difficili.Alessandro Sidoti
Ricostruzione: Frammenti e parti mancanti
(ulteriori info visionabili a breve nell’intervista a Donatella Barbieri, restauratrice professionale)
La ricostruzione sarebbe bene affidarla a mani più esperte, tuttavia potrete procedere artigianalmente, con pazienza e dedizione, ottenendo ottimi risultati:
Per la ricostruzione di parti del fumetto bisognerebbe utilizzare la carta giapponese di varia grammatura, oppure utilizzare altri albi o ristampe come “pezzi di ricambio” e reincollarli come descritto sopra.
Per le colorazioni artigianali si ottiene un ottimo effetto con i pastelli ad acqua, fantastici sopratutto se avete tutti i circa 100 tipi di colori.
Per la rimozione delle abrasioni, macchie e pulizie in generale vedere i punti precedenti.
A cura di Marco Rizzo



Volevo ringraziare DDComics per i consigli relativi alle tecniche di restauro: ho sperimentato il reincollamento vinavil + colla per carta da parati su alcuni albi di Diabolik e devo dire che il risultato è eccezionale!
Complimenti!
Fabio