wallpaper mater morbi

Ed eccoci qui, a quasi un mese dalla sua data d’uscita, Mater Morbi, l’ultimo capolavoro di Roberto Recchioni e Massimo Carnevale, torna a far parlare di sè “ufficialmente”..

Per essere più precisi l’argomento era già stato ampiamente trattato dai forum, blog e community del fumetto italiano, DDComics compresa che è ricca di collegamenti e richiami a Mater Morbi; ma si sa che in Italia una notizia è vera, o per meglio dire, acquista importanza solo se la televisione o i giornali ne parlano..

Ammetto che ho usato un tono pungente, ma non v’è dubbio che c’è qualcosa di strano se un “fenomeno” o una notizia si diffonde per un mese intero in internet e non viene quasi notata, mentre, non appena un solo giornale ne parla tutti, a ruota, trovano qualcosa d’interessante da scrivere. Inoltre finchè l’albo viene criticato con criterio, elogiato e valutato con cognizione di causa, allora tutto è ok..

Se però chi scrive gli articoli, o vorrebbe scriverli, non ha nemmeno letto il fumetto – cioè non ha letto la sceneggiatura – pretende di parlarne, allora non solo si sfiora il ridicolo, ma ahimè lascia molto “da pensare”..  E’ plausibile infatti, che anche altri abbiamo fatto “lo stesso” articolo, l’abbiamo elogiato o criticato, a questo punto non ha importanza, senza nemmeno leggerlo! Un’intervista, infatti, se posta in un determinato modo, non è poi così diversa da un articolo di giornale.. .

Il mondo giornalisti (o quasi, e qui ammetto di generalizzare) è dunque “marcio”, poichè si comporta come chi vuole parlare di un libro che, in realtà, non ha mai letto.. come chi vuole criticare un film che in realtà non ha mai visto! Cioè una presa per culo* ( *scusate il termine icon biggrin ) ..

Questa è la cruda verità, o per meglio dire, la mia opinione sull’argomento! Penso che il resto dello staff starà dalla mia parte, ma in generale io sto dalla parte dell’artista innanzitutto e nello specifico il RRobe, perchè ha scritto la sceneggitura di Mater Morbi e ha dato vita a questa storia, che poi, a sua volta, ha preso forma grazie ai fantastici disegni della guest star Carnevale..

Lo “scalpore” suscitato da Mater Morbi, per chi ancora non lo sapesse, “spazia” da: “Secolo d’Italia“, “L’unità“, il “Corriere della sera” e “Liberazione” (quest’ultima con un’intervista) e cliccando su ogni testata giornalistica verrete “catapultati” a fondo pagina dove vi sono gli articoli completi; tuttavia io vi consiglio di indugiare ancora un pò qui:

Il vero motivo che mi ha spinto a prendere le parti del RRobe, che già ha saputo difendersi da solo in realtà, è stato – oltre il fatto che viene approfondito a livello giornalistico un discorso su un fumetto solo e unicamente perchè si tratta di Dylan Dog (popolare) e per gli argomenti trattati (facilmente opinabili e portatori di critiche e attenzioni colletive) – che un soggetto (poco precisato) ha tentato d’intervistare Roberto Recchioni in questo modo:

“Salve, parlo con il signor Recchione?”
RRobe: “Recchioni
“Ecco, infatti, mi pareva strano… comunque sia, la chiamo per quell’intervista che ho concordato con quelli della sede centrale…”
RRobe: Sede centrale?”
“Sì, di Milano”.
RRobe: “Ah, con la Bonelli… va bene, cominciamo pure”.
“Dunque, la storia parla di malattia… ma è Dylan il malato o lui che segue un malato?”.
RRobe: “…è una storia che vede Dylan colpito da una malattia”.
“Capisco… la storia ha suscitato polemiche, è questo lo spirito con cui l’ha scritta?”
RRobe: “No, non direi. L’ho scritta perché mi sembrava una buona storia. Poi la maniera in cui è stata percepita è una cosa diversa”.
“Sì, ma io intendevo dire… l’ha scritta cercando di suscitare questo effetto, cercando questo tipo di attenzioni?”
RRobe: “Cioè… se ho scritto una storia che, tra le altre cose parla di eutanasia e testamento biologico, per cavalcare un argomento caldo?”
“Sì.”
RRobe: “No. Basti dire che la storia è stata scritta due anni e mezzo fa, in tempi assolutamente non sospetti”.
“Capisco. E come finisce?”
RRobe: Prego?
“Come finisce la storia? Dylan si salva?”
RRobe: “Io penso che farebbe parte del suo lavoro leggerla, la storia, visto che deve scriverci un pezzo sopra, no? Tutto questo è vagamente squalificante per il mio lavoro… “
“Senta, io ho visto solo le vignette su internet e visto che ne parlavano gli altri quotidiani…”
RRobe: “Mi faccia capire… mi chiede se ho scritto una storia per cavalcare l’onda del momento e poi scrive un pezzo su qualcosa solo perché ha visto che ne parlano gli altri?”
“Senta… io ho solo visto le vignette su internet e la polemica con la Roccella e volevo sapere il suo punto di vista…”
RRobe: “Il mio punto di vista è che l’intervista è finita, buona giornata”.
Dal blog del RRobe

O_O

Insomma c’è ben poco da aggiungere rispetto a quello che ho già detto all’inizio dell’articolo! L’”intervista”, sempre che così si possa chiamare, si commenta da sola.. adesso sapete un pò tutti che razza di giornalisti ci sono in giro! Ma ancora una volta ridiamoci su, infondo, siamo pur sempre in Italia! icon biggrin

APPROFONDIMENTI: Nell’articolo completo di Mater Morbi, potrete vedere i disegni, le tavole, curiosità sulla storia, trailer & motion poster e wallpaper!

Articoli giornalistici



Corriere

(clicca per ingrandire)

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L’unità

Titolo: “Dylan Dog sfida Mater Morbi”

L’articolo completo è disponibile in formato testuale qui.

Secolo d’Italia

Titolo: “Sul “fine vita” la versione di Dylan Dog”

L’articolo in formato testuale è disponibile in pdf qui. (in fondo al pdf)


A cura di Marco Rizzo

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