roberto recchioni

Intro

Cominciamo sin da subito con un sincero e caloroso saluto dallo staff:

RRobe, benvenuto su DDComics e grazie per aver accettato questa breve intervista online! :D

Intervista

  • Generalmente si comincia con la domanda di rito: “Dove trova Roberto Recchioni l’ispirazione per le sue sceneggiature”?  Ma avendo già risposto innumerevoli volte a questa domanda;  ti chiediamo invece dove trovi la fonte d’ispirazione per i tuoi disegni e se hai mai provato a disegnare l’OldBoy bonelliano che tu stesso hai sceneggiato..

Roberto: “Come fumettista professionista ho praticamente smesso di lavorare da qualche anno ma ho pubblicato qualche migliaio di tavole. In quel caso è facile, c’è una sceneggiatura (magari che ho scritto io stesso) e mi attengo a quella. Per i disegni e le illustrazioni che mi capita di fare adesso, seguo la suggestione del momento e le mie passioni. Ultimamente sto tornando sempre più spesso al tavolo da disegno e credo che tra poco darò il via a un progetto vero e proprio, scritto e disegnato in totale autonomia. Quanto al disegnare Dylan… mi è capitato di farlo in fiera (dove utilizzo sempre uno stile molto personale e grottesco) e per una delle stampe che la Bonelli regala alle mostre (in cui ho, sfortunatamente, tentato un approccio più realistico e meno personale).”

  • Sul web vieni dipinto in svariati modi, spesso in contrasto tra loro, si passa dall’elogio al disprezzo! C’è chi ti accusa di un eccessivo “criticismo” o “cinismo”..  Dal punto di vista personale e professionale come ti autodefiniresti?

Roberto: Sinceramente, non penso di essere io a dovermi definire. Siamo definiti dalle nostre azioni e le nostre parole. Le mie sono facili da rintracciare. Ognuno è liberissimo di farsi la sua idea, in maniera autonoma.”

  • Quanto ti affezioni ai personaggi di cui curi la sceneggiatura o i disegni? Per te è innanzitutto passione o lavoro?

Roberto: “Di alcuni, molto. Amo particolarmente John Doe, David Muprhy, Dylan Dog. Con Diabolik sono decisamente più distaccato mentre Garrett e Detective Dante mi ero antipatici (questo non significa che non ho amato scrivere tutti questi personaggi, dal primo all’ultimo). Quanto alla passione o al lavoro, per me sono la stessa cosa.”

  • Il 2010, per la testata di Dylan Dog, ha fruttato “Mater Morbi”.. O per meglio dire il lavoro svolto nel 2009 ce l’ha “consegnato”.. Quanto sei stato autobiografico in quest’albo? Hai recentemente affermato che: “ Personalmente, se interessa a qualcuno, sono un pelo meno moderato.”, parlando di Dylan e del suo modo di approcciarsi con la malattia.. Puoi chiarirci la tua affermazione?

Roberto: “In realtà, “Mater Morbi” nasce dal lavoro consegnato all’inizio del 2007. Ha avuto una gestazione lunga in fase di disegno.  Sul discorso dell’autobiografico: ci sono degli aspetti della mia vita nella storia e alcune mie personali considerazioni. Infine, a proposito di quella affermazione, intendevo solo dire che rispetto a Dylan, che ha un punto di vista da moderato nei confronti dell’eutanasia (ma ha idee ben chiare e decise sul testamento biologico e l’accanimento terapeutico) io ho un punto di vista più estremo.”

  • Parlaci un po’ dei tuoi progetti per il futuro: Arriverà nei prossimi anni un romanzo di Roberto Recchioni? O avremo comunque delle sorprese per il mondo fumettistico?

Roberto: “Sì, il romanzo dovrebbe arrivare. Quanto alle sorprese dal mondo fumettistico, ce ne saranno molte. Alcune davvero di rilievo. Ma sono progetti molto complessi e molto lunghi di cui varrà la pena parlare tra non meno di un anno, un anno e mezzo. Per il resto e il quasi immediato c’è Dylan Dog e il ritorno di John Doe.”

  • Anni fa, hai dichiarato: “A tre anni dissi a mia madre che da grande volevo fare i fumetti: non ho mai cambiato idea.” La nostra domanda è cos’è cambiato da allora? Come ti sei evoluto professionalmente  e come si è evoluta la tua passione per il mondo dei fumetti? Ma soprattutto come ha reagito tua madre? :D

Roberto: “Che adesso mi sarebbe piaciuto aver detto a mia madre che volevo fare la rockstar. Sul resto: ogni giorno si impara qualcosa di nuovo, si commettono nuovi sbagli e si cerca di andare avanti. Non saprei definirti esattamente la mia evoluzione. Quanto a mia madre… è sempre stata abbastanza contenta di me.”

  • Come di consueto, essendo pienamente a conoscenza di quanto sia “difficoltoso”, (ma si sa siamo sadici :D ), dato che la maggior parte delle interviste non lascia mai spazio a ciò che, probabilmente, l’artista vorrebbe comunicare ai lettori, lasciamo questo spazio per permetterti di dare consigli utili a chi vorrebbe avventurarsi in questo mestiere, per ulteriori personali considerazioni e/o anatemi di veleno al pubblico xD.

Roberto: “Per gli aspiranti fumettisti il mio consiglio è e rimane sempre lo stesso: se volete farli, leggetene. Leggetene tanti.”

Intervista a cura di Marco Rizzo


Piccola “chicca” a fondo pagina, per i tenaci che ci arrivano :D

(lo so è trita e ritrita ma ci piace tanto quest’ immagine!)

Il RRobe visto da Massimo Carnevale

Il "RRobe" visto da Massimo Carnevale

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