Intervista a Bruno Brindisi
Intro
Benvenuto su DDComics, Bruno! Sono sincero: considero quest’intervista come una “piccola” soddisfazione personale, dato che ti considero uno dei migliori disegnatori “dylaniati”..
Un caloroso saluto dallo staff e grazie per aver accettato questa breve intervista online!
Intervista
Cominciamo entrando subito nel “vivo”..
- Qual’è il tuo rapporto con il mondo del fumetto, in particolare con Dylan Dog? Lo consideri esclusivamente un lavoro oppure un’occasione per evadere dalla realtà divertendoti?
Bruno: “All’inizio, e ti parlo di quando ero ragazzo, effettivamente era un bel passatempo ed un modo divertente di raccontare storie, oggi è un lavoro, bello ma pur sempre un lavoro.”
- Da dove trai l’ispirazione artistica per elaborare il personaggio di Dylan Dog? Come nasce, dunque, il Dylan di Brindisi?
Bruno: “Dopo vent’anni Dylan mi viene “in automatico”, all’inizio mi sono rifatto alla fisionomia di Rupert Everett, mediata con l’interpretazione che ne avevano dato altri disegnatori.”
- Trovi affinità tra la personalità dell’indagatore dell’incubo e la tua? Oppure siete in netto contrasto?
Bruno: “Assolutamente no, Dylan mi è molto simpatico, ma non posso definirmi simile a lui, semmai ha molto di Tiziano Sclavi.”
- Cosa pensi di Tiziano Sclavi e Paola Barbato, i due sceneggiatori che più hanno lavorato con te?
Bruno: “Sclavi è il creatore del personaggio, nessuno scrive Dylan come lui, e non me ne vogliano tutti i bravi professionisti con cui mi sono trovato, anche molto bene, a lavorare.”
- Quali erano le tue aspettative quando, per la prima volta nel 1991, sei stato “arruolato” da Sergio Bonelli nello staff di Dylan Dog? E quali sono le tue prospettive per il futuro?
Bruno: “Per la precisione era la fine del 1989, fui felicissimo di essere preso a far parte di uno staff di colleghi che ammiravo, per un personaggio ed un autore (Sclavi) di cui ero fan, e per conto di un grande editore.
Spero di continuare con Dylan ancora a lungo!”
- Ci sono state modifiche importanti che hai attuato nel “tratto” artistico, nel corso degli anni?
Bruno: “Modifiche importanti non credo di averne fatte, credo di essermi “sciolto”, questo sì, e quindi di essere migliorato, spero.”
- Che ruolo gioca, nella realizzazione delle varie tavole, l’utilizzo di software per l’image editing, come PhotoShop?
Bruno: “Da poco più di un anno a questa parte utilizzo Photoshop per correzioni o ripensamenti, ma il 99 per cento del lavoro è su carta.
Utilizzo Painter per le rare illustrazioni a colori.”
- Dato che la maggior parte delle interviste non lascia mai spazio a ciò che, probabilmente, l’artista vorrebbe comunicare ai lettori, lasciamo questo spazio per permetterti di dare consigli utili a chi vorrebbe avventurarsi in questo mestiere e per ulteriori personali considerazioni.
Bruno: “Posso solo dire che per fare questo mestiere bisogna innanzitutto amare il fumetto e quindi conoscerlo il più possibile, tra le varie specializzazioni di cui è fatto il lavoro del disegnatore quella del fumettista è una delle più difficili ed a volte dure, soprattutto all’inizio.”
Alla prossima, Bruno! e grazie ancora..
Intervista a cura di Marco Rizzo
Immagini e Disegni © Sergio Bonelli Editore










