DyD: La casa che non c’è
Rivista Abitare, n.501 (Aprile 2010)
Non vi poteva essere titolo più indovinato per questa seconda parte delle “case dei fumetti” dedicato al grande Indagatore. La prima parte (nel numero 500 di Abitare) ha visto come interprete “Frank” creato dal grande Jim Woodring.
L’articolo a cura di Caterina Grimaldi ha il grande onore di ospitare pure un intervista al “nostro” Tiziano che rivela in alcuni casi anche notizie inedite. Dopo una bella introduzione (doppia lingua visto che esce pure negli USA) arriviamo alle prime immagini della casa di Dylan e la prima cosa che vedo è la “piantina” della casa (Craven Road n.7). Giuro di averla sognata la notte per diversi anni inquanto non riuscivo mai a capacitarmi su come fosse articolata la casa.
Un disegno
inedito (almeno a noi comuni mortali) di Angelo Stano ci chiarisce tanti dubbi e ce ne mette tanti altri; realizzata mentre stava lavorando al n.233 della serie. Dopo aver interpellato almeno una mezza dozzina di disegnatori ho capito che tutti si rifanno alle storie di Angelo Stano perchè non è stato ben chiaro a nessuno (fino ad oggi) su come si arrivasse in bagno, in cortile o in cucina. E su questo Tiziano Sclavi ha sempre lasciato la libertà di interpretazione ai disegnatori escluso dei punti chiave come il corridoio di ingresso, lo studio compreso posizione scrivania e altri accessori ed altri piccoli dettagli. Infatti un esempio plateale è una scala che sale al piano superiore su un paio di episodi posizionata sull’ingresso esclusivamente per necessità tecniche di sceneggiatura e poi puntualmente sparita nel resto delle storie. Quindi le varie interpretazioni hanno portato Dylan a vivere infinite case diverse. Impreziosiscono il tutto una serie di fotografie utilizzate per la realizzazione grafica di scrivania, poltrona, facciata di ingresso etc..
Sclavi non vuole dare una regola in tutto questo perchè ritiene sia un punto di forza questa sua “vaghezza” e posso solo concordare con il “Capo” ma non sarebbe male dare una linea guida ben definita ai disegnatori lasciando porte misteriose che danno su ambienti che di volta in volta cambiano lasciando integro il resto della casa o meglio ancora per dare un pizzico di novità, far vivere a Dylan per una decina di albi una nuova casa in attesa che ristrutturino la sua e così avere la scusa delle nuove porte che aprono su ambienti misteriosi da scoprire di storia in storia, nascoste dietro i mobili o addirittura sotto il letto. Che dire la fantasia non avrebbe limiti.
Concludo dicendo che a breve avremo l’onore e l’esclusiva di poter intervistare l’autrice dell’articolo Caterina Grimaldi, quindi rimanete sempre sintonizzati sulle nostre frequenze – dove le news su Dylan Dog sono giornaliere e non mensili – (per le amebe ostinate che ci leggono mensilmente; chi si vuol riconoscere è libero di farlo, ma il messaggio è ben indirizzato
).
Comunque: correte in edicola e cercate di “accaparrarvi” la rivista a questo prezzo e non al triplo fra qualche mese, in asta!
Per concludere ecco una bella dichiarazione del disegnatore italiano, su quest’articolo:
Per chi è curioso di conoscere alcuni retroscena riguardo alla casa e l’arredo della casa di Dylan Dog…
Chiarifico: la piantina l’ho dovuta schizzare per poter sviluppare con coerenza l’episodio di M. Medda <L’Ospite Sgradito>, in gran parte ambientato nella casa di Dylan. Il bagno personale di Groucho, benché assente in sceneggiatura, da me inizialmente non previsto mi fu imposto in redazione (e ancora non mi spiego il perché, vista la dimensione relativamente modesta dell’alloggio).
Altra doverosa precisazione: la scrivania a cassetti non fu un’idea di Sclavi che al riguardo non espresse alcuna particolare indicazione. Fu una mia idea perchè la trovai consona alle esigenze estetiche della serie. Solo dopo qualche tempo Tiziano se ne comprò una uguale.Angelo Stano
Qui di seguito alcune immagini della rivista
(clicca per ingrandire)
Immagini e Disegni © Sergio Bonelli Editore, rispettivi autori e “Abitare – international design magazine”
Autore articolo e immagini: Alessandro Bertoldi
Impaginazione e grafica: Marco Rizzo










A breve l’intervista a Caterina Grimaldi! Si aspettano le risposte