Dylan Dog n° 287 – I nuovi barbari (REV)
I nuovi Barbari – First Review
Dylan Dog n° 287
Soggetto e Sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Bruno Brindisi
Copertina: Angelo Stano
ATTENZIONE: Votando questo articolo (attraverso le stelline che trovate in fondo al post) non voterete l’articolo in sè, ma l’albo stesso.
Introduzione:
Una nuova ondata di caldo… L’estate più calda degli ultimi 100 anni… In molti sono in fila sulle autostrade… E’ da notizie come queste che spopolano sui telegiornali di questi giorni che sembra prendere il via questa storia. Dylan, in partenza per un’improbabile vacanza con un’improbabile fidanzata, si ritrova in pieno ingorgo in una qualsivoglia autostrada. Un’estremizzazione da incubo di quello che, ahimè, succede spesso in questi giorni.
Dopo una serie di albi quasi da dimenticare, col ritorno di due autori del calibro di (Udite, udite!) Recchioni e Brindisi, risale, come avevamo sperato, l’intera serie. Intendiamoci: non è il miglior albo della storia, non ha nè le potenzialità, nè le pretese di esserlo, ma, dopo il rasentamento dello zero cosmico delle storie del Maxi (che mi sono guardato dal recensire, faccio proprio finta di non averlo letto), sembra quasi di stare a leggere il primo Sclavi.
Trepidante d’attesa per il prossimo Color Fest che già solo per la copertina si meriterebbe cinque stelle sulla fiducia, mi dedico alle critiche che spero sempre possano essere d’aiuto ai nostri valenti sceneggiatori e disegnatori per migliorare il fumetto preferito di noi tutti.
E, a sproposito, buone vacanze a chi di voi avrà il coraggio di andarci dopo aver finito di leggere l’albo!
More info: DyD 285 – Trama, tavole, disegni…
Critica
Un bell’albo nel complesso fatto da due dei miei autori preferiti: posso esentarmi dal criticare?
Ovviamente no.
“I nuovi barbari”: la prima critica. Non so perchè ma questo titolo non mi piace, non mi racconta l’albo. Avrei preferito un titolo più “d’effetto”.
Per quanto concerne la sceneggiatura, devo dire al RRobe (mi permetto di chiamarlo così, ma mi prostro di fronte ai suoi piedi) che il perfetto ritmo della storia è tenuto un po’ a freno dalla completa impossibilità di alcune situazioni, che comunque in una storia così ai limiti dell’assurdo non ci sta troppo male. Dico solo che a me ha dato un po’ fastidio leggere, ad esempio, il personaggio di Nonna Mannaia, talmente tanto esagerata da diventarmi difficile da digerire.
Sull’operato di Bruno Brindisi, invece, non posso che osservare silenzio di fronte a cotanta meraviglia. Disegni realistici, personaggi ben delineati, file di macchine in coda con autoveicoli di volta in volta differenti, scene decisamente ben rese. Cose che non tutti i disegnatori, per quanto bravi, sanno fare.
Le ultime righe, come da tradizione, le dedico alla copertina. Che però poteva essere recensita anche con una sola parola: ORRIBILE. Oppure schifosa, penosa. Fate voi. Priva di colori, triste, con quel Dylan Dog in una irrealistica e orribile posa a metà tra Pinocchio e il Ken di Barbie che con Toy Story 3 è decisamente tornato di moda. Sappiamo che Stano può fare molto di più. Dev’essere il caldo!
Valutazione:
Soggetto e sceneggiatura:

Disegni:

Copertina:

Albo

…Ed ora tocca a voi…
Come sempre, potrete esprimervi attraverso i commenti e il voto in basso… Sempre “in stelle” affinchè possano essere uguali a quelli che ho espresso io.. (specificate meglio nei commenti per i disegni, copertina, albo ecc..).




Ho dato il mio primo “Scarso”…
Non si può dire che non sia meritatissimo, no?