Dylan Dog n° 288 – Lavori forzati e Dylan Dog Color Fest n° 5 (REV)
Cari zombies dei Gormiti,
eccomi qua… Ebbene sì, sono a recensire gli albi usciti ad agosto i primi di settembre perché me ne sono andato in ferie alla faccia di chi mi vuole male, pappappero.
Poco credibile, eh? In realtà lavoro e impegni associativi vari mi hanno portato via dal web e da voi. Riuscirete a perdonarmi? Spero di sì.
Anche perché, per farmi perdonare, mi presento da voi con ben 2 (e dico 2) recensioni! E quindi dandovi l’appuntamento a metà mese per la recensione dello Speciale (che speriamo esser tale…), lascio la tastiera al me criticone!
Arimortis!
PS Manca solo (SOLO?!?!?!) un anno all’attesissimo numero 300!
Lavori forzati – First Review
Dylan Dog n° 288
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Maurizio Di Vincenzo
Copertina: Angelo Stano
Introduzione:
Eccomi qua a parlarvi di questi lavori forzati che troppe volte mi hanno ricordato l’orrore dei campi di sterminio. Problemi per Dylan che, stavolta, ne è immeritatamente prigioniero. Un’albo che inizia in un modo forse un po’ già visto, e che torna a puzzare di già visto in altri momenti, ma che non deve scoraggiarvi: è un bell’albo, di quelli che vale la pena leggere.
Fosse stato per me, avrei evitato di dare volti di animali alle guardie poichè troppe volte è già successo in Dylan Dog, ma nella storia ci sta.
Una storia che definirei Dantesca, vista la pena a cui sono condannati i protagonisti del racconto (echi si una professoressa di Italiano: “il contrappasso per analogia…”). Un girone infernale sulla terra che capirete subito essere contraddistinto dal numero 13…
More info: DyD 288 – Trama, tavole, disegni…
Critica
Critica? C’è veramente poco da dire:
Per quanto riguarda la sceneggiatura ho già espresso sopra i miei dubbi sull’originalità di alcune cose, ma per il resto devo davvero dire che si tratta di una storia ben calibrata, tesa e, dopo le prime 15 pagine, davvero coinvolgente.
Sui disegni del mio amico Maurizio, che spero di rincontrare tra qualche giorno a Narnia Fumetto, non posso davvero dire nulla: sono chiari, espressivi, le azioni sono ben rese, insomma… A quando la prossima storia?
Persino sulla copertina di Stano questo mese non si può assolutamente dire nulla. Nulla se non… ci piace!
Valutazione:
Soggetto e sceneggiatura

Disegni:

Copertina:

Albo:

ATTENZIONE: Solo per stavolta, in quanto ci sono 2 recensioni sullo stesso post, per dire la vostra sull’albo potrete esclusivamente commentare. Le stelle qui sotto si riferiscono al 5° COLOR FEST.
Dylan Dog Color Fest n° 5

Introduzione:
Eccolo qua… L’ormai consueto Color Fest. Uno dei momenti più attesi dell’anno già a partire dalla più volte osannata stupenda copertina di Milo Manara, al quale va il mio personale applauso in particolare per aver dato a Dylan un volto reale, non freddo.
Diciamo che, in generale, l’intero Color Fest è all’altezza della sua copertina. Almeno per quanto riguarda i disegni (ma di questo parleremo poi)
Adesso, restando in attesa del prossimo albo, previsto per il prossimo marzo, che sarà quello “tematico”, vi lascio alla lettura dei miei personali giudizi su questa piccola opera d’arte.
(More info sull’albo: Dylan Dog Color Fest n°5)
Il grido muto
Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni e colorazione: Pasquale Frisenda

Un misto tra l’umano e l’inumano, tra l’animato e l’apparentemente inanimato, è il protagonista delle prime 32 tavole di questo Color Fest. Una storia quasi commovente che vede il nostro anti-eroe farsi paladino per difendere una ragazza seppellita viva e salvata grazie al fedele cagnone Botolo (è sempre un piacere rivederlo, o no?).
Una gara di bellezza tra la sceneggiatura e il disegno, che confezionano una bella storia che parla di un crimine attualissimo che dai più, purtroppo, non è considerato tale. Inoltre, caratteristica che si era un po’ persa nel precedente Color Fest, la storia ha la giusta lunghezza che conferisce il giusto ritmo.
Lacrima di stella
Soggetto e Sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Daniele Caluri
Colorazione: Chiara Fabbri Colabich e Cristina Toniolo

Non ho dato “scarso”, ma “noioso” ad una storia che, ai miei occhi, l’avrebbe davvero meritato, solo per via degli intriganti disegni ben fatti di Caluri. Forse per colpa, non lo nego, della mia totale avversione alle storie fantasy, sono arrivato a detestare l’intera storia che mi è parsa priva di qualsiasi contenuto e incentrata solo sul finale volutamente e forzatamente commovente.
Cattiva sorte
Soggetto e Sceneggiatura: Diego Cajelli
Disegni e colorazione: Daniele Bigliardo

Tutt’altro voto rispetto al secondo episodio, va a questa terza storia che vede la sfortuna come persecutore degli umani. Altra sceneggiatura degna di Dylan Dog, ritmata, veloce, abbastanza piena di eventi che non permette la noia e ti costringe, quando la inizi ad andare fino in fondo. Sceneggiatura impreziosita dalle continue citazioni al “Mandrake” di Gigi Proietti e a “Febbre da Cavallo”, che ci dimostrano come Dylan Dog sia una serie capace di ospitare al suo interno davvero di tutto, dal pensiero dei più grandi filosofi ai cult movie comici italiani.
Un OTTIMO pieno, va invece, a Daniele Bigliardo, che, con i suoi splendidi disegni, si conferma ai vertici della mia classifica di gradimento dei disegnatori e che non vedo l’ora di apprezzare ancora nella doppia storia che avrà inizio a fine mese con l’albo “La via degli enigmi”.
L’uomo che non c’è
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Marco Nizzoli
Colorazione: Fabio D’Auria

Dylan Dog diventa uno spettro per Gualdoni, per la seconda volta autore della storia di chiusura del Color Fest, in questa coinvolgente storia dall’evoluzione inattesa. Belli anche i disegni di Marco Nizzoli che ha pubblicato sul suo blog personale 3 vignette dello storyboard realizzato per questa storia.
…Tirando le somme…
Un bell’albo ma sicuramente inferiore ai precedenti Color Fest che vedevano all’opera (copertinisti a parte) importanti guest star. Per questo 5° numero si sono rifugiati su autori certi e storie sicure… Mancandomi già molto le storie dei primi 2 Color Fest, che erano fuorischema per la serie regolare poichè presentavano modi diversi di disegnare e scrivere, mi auguro che i prossimi faranno un passo indietro in questo senso e a tornare ad essere più “coraggiosi” almeno qui!
Ed ora il voto di media di quest’albo che, senza contare la seconda storia per i motivi già detti, si becca un bel “buono” d’incoraggiamento.

Ed ora tocca a voi…
Potrete esprimervi attraverso i commenti e il voto in basso (che riguarda solo il Color Fest e non l’albo mensile)…




il fatto che questo Color Fest sia sicuramente inferiore ai primi due è assolutamente confermato dalla poca voglia di commentare che state avendo… O no?