Dylan Dog n° 290 – L’erede oscuro (FIRST REV)
Care zucchine di halloween,
sto per parlarvi di un’albo BELLO. Ma mi lascio le parole di commento per dopo… Queste righe le voglio usare per farvi partecipi della mia gioia: venerdì mattina parto per Lucca Comics. E’ un momento che si aspetta per tutto l’anno, la gioia di ogni appassionato. Come le altre mostre, ma Lucca… ha una marcia in più. A chi non c’è stato mai consiglio di spenderci tempo e denaro perchè vale veramente la pena. A chi parteciperà (e ai “malati” come me che non aspettano altro…) dico: vediamoci, se vi va. Mi trovate allo stand Bonelli ogni volta che tocca fare una fila per Dylan Dog… La mia faccia da cu** è inconfondibile, chiedete di Alessio. Quattro chiacchiere sono sempre ben accette…
Prossimo appuntamento, lettori cari, cari lettori, è dopo il 5 novembre per il gigante… Datemi il tempo di leggerlo, però!
Un saluto e, di cuore… ancora buona Lettura!
L’erede oscuro
Dylan Dog n° 290
Soggetto e Sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni: Daniele Bigliardo
Copertina: Angelo Stano
Introduzione:
Il buongiorno si vedeva già dal mattino, l’avevamo detto tutti. “La via degli enigmi” era il buongiorno [ottimo, a dir la verità] di questo stupendo mattino chiamato “L’erede oscuro”. Una storia che si conferma COMPLETA di tutti gli elementi per fare un buon albo: ancora splatter, tensione, ritmo incessante (anche troppo), situazioni di forte pathos e, cosa che era mancata nella prima parte, un finale inatteso con uno [s]gradevole colpo di scena. Forse un po’ “telefonato”, usando il gergo teatrale, in alcuni punti, ma si perdona tutto ad una storia così.
Una storia che non fa altro che porre De Nardo sul podio dei miei sceneggiatori preferiti (ma gli altri due e l’ordine non li saprete mai) e Bigliardo nell’Olimpo dei disegnatori.
Concludo l’introduzione per dare spazio alle piccole critiche complimentandomi vivamente con tutta la redazione, il team creativo e gli autori tutti: grazie all’apporto di nuove firme e al lavoro di tutti si è innalzata di nuovo la qualità degli albi e della testata. Grazie!
Trama:
Continua l’avventura di Dylan e del suo amico Bill Porter da dove li avevamo lasciati nello scorso numero. Poco tempo, un difficile enigma e una squadra di feroci antagonisti ispirati da un perfido demone alle costole. I nostri eroi avranno bisogno di tutto l’aiuto dei loro più fedeli amici, del mago Winston Mccloud e della sempiterna Madame Trelkovski per farcela. Ma nuovi enigmi li attendono e ad aspettarli alla fine del percorso ci sarà la furia sempre crescente di Atamaru.
Critica
Come il primo, anche questo è un albo decisamente da divorare in un sol boccone. Il ritmo serrato ve lo farà digerire alla svelta e i continui colpi di scena cattureranno i vostri occhi e le vostre menti.
La sceneggiatura, come nella prima parte, non è solo ben fatta, ma è assolutamente CREDIBILE. I personaggi, cioè, hanno reazioni umane a situazioni che di umano hanno ben poco. Gli enigmi sono ben congegnati e, nonostante alcuni siano semplici e già visti (mi riferisco, ad esempio, alla tabella dei numeri da congiungere con sole 4 linee), ti acchiappano anima e corpo, fino a farti arrivare li, in quelle cripte, con Dylan e Bill. Unica pecca, dovuta al breve spazio disponibile, è la “corsa al finale”, cioè il fatto che da metà albo in poi la storia accelera bruscamente lasciandosi indietro scene importanti o esplicative. L’albo, tutto sommato, non ne risente minimamente, quindi, alla fine, va bene così. Complimenti per il colpo di scena finale, e complimenti per la scelta di inserire via via dei comprimari nuovi (anche se già visti) non negandogli la possibilità di tornare. Non vedo l’ora, insomma, di rivedere McCloud, Bill e Gwen ecc…
I disegni, invece sono impeccabili e meritano ancora un dieci. Dieci alla fantasia di Bigliardo che non si limita a disegnare Bloch che si veste, ma aggiunge il dettaglio UMANISSIMO dell’allacciatura della cinta. Cavolate? Forse, ma sono i dettagli a rendere tali le opere d’arte.
La copertina si risolleva decisamente dopo il calo dell’ultimo numero. In tema, centrata una scena chiave dell’albo, resa bene (apparte la faccia di Dylan che sembra deformato).
La critica si conclude piena di speranze come l’introduzione. Che sia arrivato il tempo di leggere tante storie belle e horrorose?
Valutazione:
La valutazione è espressa in stelle (il massimo è dieci)
Soggetto e sceneggiatura:
Disegni:
Copertina:
Dylan Dog n° 290:
…Ed ora tocca a voi…
Commentate l’albo, dite la vostra, esprimete i vostri voti attraverso le stelle qui sotto e poi divertitevi a “recensire” l’albo nei commenti!
Arimortis, Alessio




Letto in un sol boccone. Bella! Anzi. “solo” bella. A dire la verità mi aspettavo, che so, un cambio di marcia (un pò come fece Tarantino col suo capolavoro KILL BILL.), invece la seconda parte continua sugli stessi binari della prima. Enigmi/ritornelli/colpo di scena. Tutto il resto scorre via abbastanza bene e gradevolmente, però, ripeto, manca quella voglia di osare che sembra stia scomparendo. La struttura delle storie di DYD è ormai trita, ci vorrebbe quel “cambio di marcia” di cui sopra. Una ventata di freschezza e voglia di sperimentare come nei fumetti d’autore (perchè DYD è soprattutto questo: un fumetto d’autore che venne citato anche dal grande Eco). Comunque è una gran bella storia e di quelle divise in due parti si colloca al secondo posto, dopo la leggendaria Il castello della paura/La dama in nero.
Assolutamente niente da dire sui disegni: semplicemente sublimi. La scena dello specchio è pura arte. Voto 8 dai! E’ che vorrei un bel 10 che manca da tanto…