Dylan Dog Gigante n°19 (REV)
Care cattivissime tigri,
ma per conoscenza anche Eufrate (Groucho, vai a fare il tè), ecco in arrivo la recensione del Dylandogone annuale… Che dire di più? Lucca comics and games è finita anche quest’anno (o se l’è portata via la pioggia?, boh non ricordo) e come sempre è stata occasione di conoscenze fumettose e di incontri eccezionali… Ho anche visitato la mostra “l’Audace Bonelli” (complimenti agli organizzatori) dove risiedevano non solo le annunciate tavole in anteprima del n° 300, ma anche alcune novità addirittura dal 2012 (un paio di bellissime tavole di un Color Fest disegnate da Alfonso Font!) a regalarmi emozioni uniche. Sono rimasto imbambolato davanti a questi quadretti una decina di minuti!
Ma lasciamo tutto ciò da parte, devo recensire il Gigante!!!
Buona continuazione di vita (ci risentiamo a fine mese)
Dylan Dog Gigante n°19
Introduzione:
OOOH. E’ sempre bello avere un dylandogone tra le mani, no? I disegni ci sguazzano! Soprattutto quando il dylandogone stesso è davvero LEGGENDARIO! Non tanto per le storie, quanto per l’annunciato e atteso esordio di Daniela Vetro, prima disegnatrice di Dylan Dog (a sproposito, attenta, non è vero che ha cambiato dopobarba!).
Ed ora… Le quattro storie (due “lunghe” e due “brevi”)…
P.S.”Preferivo quando il dylandogone conteneva una sola, grande, storia lunga… e voi?”
Belve di città
Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni e colorazione: Luigi Piccatto

Come dicevo nell’ultima recensione dell’albo mensile, i ritorni fanno sempre molto piacere. In questo caso ancor di più, visto che a tornare è una donna dal passato (moooolto passato) del nostro buon indagatore: Seline, la bionda tedesca accattivante con la tigre tatuata in bella vista sulla schiena, fu, infatti, protagonista (nel lontano 1989, 21 anni fa) dell’albo n° 37: Il sogno della tigre, sempre grazie all’opera del duo Mignacco/Piccatto… E qui devo fare i complimenti allo sceneggiatore per aver ben presentato il personaggio anche a chi non avesse letto il suddetto albo 37 – e credo siano parecchi! Gli altri complimenti, per quanto riguarda questa storia, vanno alla vasta offerta di sano splatter, ben resa dai disegni di Piccatto (non nella sua presenza migliore, bisogna ammetterlo).
Altro da dire? Per ora no, lascio la palla a voi.
Autoscatto
Soggetto e Sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Disegni: Piero Dall’Agnol
![]()
Niente di che… Se non fosse per i disegni davvero intriganti di Dall’Agnol (che io ricordavo si chiamasse Pietro, mentre nella presentazione del gigante è scritto Piero… Qualcuno chiarisca la cosa!), liquiderei il tutto dicendo che più di un sorriso la storia non da. E si beccherebbe un 4 per la totale apatia che m’ha provocato. L’hanno un po’ salvata i disegni. Ma solo un po’.
Il penitente
Soggetto e Sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni e colorazione: Giovanni Freghieri
![]()
Un uomo che da la caccia a Dylan Dog e gli provoca delle belle lesioni, ma nel sonno. Bella questa trovata (che poi chissà dove l’avrà trovata?) di Pasquale Ruju per una storia di quelle che piacciono a me: una storia dove, con maestria, si sanno incastrare tutti gli elementi classici di Dylan Dog con i comprimari usati ad hoc (Groucho, Bloch, Madame Trelkovski e persino (finalmente, aggiungerei) Cagliostro, anche se è solo una citazione) senza togliere spazio all’orrore quotidiano quello vero di cui sono ricolmi i tg. Una storia molto attuale, quindi e, almeno nella sceneggiatura, ben fatta. Ad appiattirla, ahimè, sono i disegni di Freghieri che non sono brutti, per carità di Dio, e nemmeno fatti male, ci mancherebbe… Sono solo I SOLITI. I soliti scenari, le solite espressioni, LE SOLITE DONNE (hanno tutte la stessa faccia, com’è possibile?). Mi permetto di criticare umilmente, perchè io non sarei capace di realizzare nemmeno uno sputo di Freghieri, però è così… Fatto sta che questa storia (al contrario di quella prima) avrebbe preso 8 stelle, ma l’appiattimento l’ha fatta scendere a 7.
La confessione
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Daniela Vetro
![]()
Come avrete notato qui l’albo diventa fragile. Infatti questa è una storia di Vetro…
-Groucho, ti ho detto di lasciarmi scrivere in pace… Portami questo tè, Giuda ballerino!
Scherzi a parte, noto subito che anche qui, come negli ultimi Color Fest, a chiudere la saga delle 4 storie è il nuovo curatore di Dylan Dog, Giovanni Gualdoni. Una bella sceneggiatura, devo dire, bello il contesto e bella la chiusura con colpo di scena, ma gli onori, Gualdoni mi perdonerà, spero, vanno alla bravissima Daniela Vetro che si presenta con uno stile molto personale e tremendamente adatto al personaggio. Davvero meritevole il suo lavoro. Vogliamo, insomma, tanti albi di Vetro, ma continuate a stamparli su carta che ci vanno benissimo.
Ancora complimenti, davvero.
…Tirando le somme…
Mah. Un gigante fatto di storie carine, che raggiunge appieno la sufficienza e la supera. Per quelli che “chi si accontenta gode” sarà stata un’ottima lettura, per gli altri… un sano passatempo.
Ed ora, prima di lasciarvi votare e commentare, la media:
![]()
Arimortis,
Alessio
2R2A39A3Z2Z2




PS Ho controllato: Anche il sito http://www.sergiobonellieditore.it lo chiama PIETRO (Dall’Agnol). Il mistero s’infittisce!