Maxi Dylan Dog n° 14 – REV
Cari orribili scarafaggi,
Mentre Vecchioni canta a Sanremo “chiamami ancora amore”, mentre va avanti l’inchiesta su chi dice “chiamami ancora Papi” (perdonatemi la satira, non posso non farla
), mentre Mubarak non era più il leader dell’Egitto e mentre sua nipote non era più sua nipote, il mio PC decideva di morire sotto i colpi dell’ultimo virus non meglio identificato (ah Caino, ah Bastasiu).
E per fortuna che i fumetti sono di carta e non hanno strani virus… Solo grazie a questi, infatti, posso sopravvivere all’assenza del mio amato Satellite!Ma bando ai miei fatti personali, arriviamo a Dylan perchè non vedo l’ora di recensirvelo, questo Maxi!
Maxi Dylan Dog n° 14

Introduzione:
Per chi, come me, non ama particolarmente il duo Montanari/Grassani, questo Maxi è davvero un sollievo. Anche perchè leggere queste quasi 300 pagine con illustrazioni stupende come quelle di Roi aiuta a farsele piacere, anche quando le storie non hanno un gran che da dire! Insomma è un Maxi, questo, che ha incontrato le mie esigenze:
1. Un’impronta di miglioramento e di novità: la collana Maxi è diventata semestrale e l’albo “invernale” sarà disegnato a turno da tutti gli autori (mentre quello estivo rimarrà in mano al longevo e sempiterno duo di disegnatori che l’hanno portato avanti per 13 anni);
2. Tre storie cupe, HORROR, con un po’ di splatter quanto basta e con trame degne di essere chiamate tali, anche se non c’è nulla da “premio”;
3. Ambientazioni Londinesi certe e ben fatte (già a partire dall’OTTIMA copertina che è ambientata su un attraversamento pedonale con la tipica segnaletica anglosassone) dove finalmente vediamo comparire qua e la a far da sfondo non la solita città indefinita e indefinibile (poi ci lamentiamo se Dylan finisce a New Orleans?), ma la migliore Londra col suo Big Ben e la sua Piccadilly Circus, apparsi non così spesso nella serie regolare;
4. Disegni perfettamente adatti alla natura dei soggetti.
E quindi, contento di rivedere il non-più-tanto-assiduo Corrado Roi, autore della prima storia da me letta di Dylan Dog, scavatore di bianchi nei neri e non comune disegnatore, ho letto con emozione questo albone. E quando un albo parte già col botto non può che finire bene!
La capanna nel bosco
Soggetto e Sceneggiatura: Giancarlo Marzano

Anche se un filino prevedibile, la storia tratta di un gruppo di ragazzi capitanati dal nostro sempretrentenne Old Boy, che finiscono per trovare, in un paesino scozzese per nulla ospitale, una ragazza ingabbiata in una capanna vicino casa sua. Come pensare di non difenderla? Come evitare di non farsi gli affari altrui? E insomma com’è, come non è, Dylan e i suoi nuovi amici si ritrovano braccati da tutta la famiglia (mezzo paese), cani compresi. Ma è tutto esattamente come sembra o c’è di più? Giancarlo Marzano c’ha presentato una rielaborazione di un grande classico dell’horror, con tempi narrativi validi e con la continua confusione tra buoni e cattivi che rendono le 94 tavole leggibili tutte di un fiato. Niente male.
Paranoia
Soggetto e Sceneggiatura: Pasquale Ruju
![]()
La solitudine, i ragni e gli scorpioni, le mani che escono dal nulla quando in casa con te non c’è nessuno… Cosa c’è di più inquietante? Questa “Paranoia” del sempreverde Pasquale Ruju, in assoluto stato di grazia. Tutto quello che mi (e credo ci) fa più paura è in essa contenuto. Ho provato pura paura leggendola, in alcune scene. Se in più a tutto ciò si aggiungono delle scene paradossali al limite dello “Sclavi puro”, il risultato è ancora meglio. Un complimento va anche a Corrado Roi: uno scarafaggio pittore non saprebbe disegnarsi meglio! Per non parlare del volto di Dylan senza espressione di pagina 121: inquietante!
Gita fuori porta
Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Mignacco
![]()
Decisamente più zoppa, anche se non da abbattimento, quest’avventura presentata da Mignacco: la surreale vicenda Horror-fantascientifica-fiabesca è risultata molto prevedibile anche se assolutamente non banale. Una di quelle storie che non so giudicare, perchè m’hanno lasciato più freddo di altre, anche se decisamente non sono da buttare perchè, non dimentichiamolo, abbiamo sempre letto di peggio. Unico appunto non attribuibile certo nè allo sceneggiatore, nè al disegnatore: questa storia sarebbe stata sicuramente aiutata dai disegni del grande Piccatto più abituato al genere Fantasy-Horror rispetto al nerissimo (nulla a che vedere con l’orientamento politico) Corrado. Ma vabbè.
…Tirando le somme…
Tra i Maxi, sicuramente, è quello che mi è piaciuto di più, quest’ultimo. La redazione sta lavorando bene, da quello che vedo, si alza il livello medio di qualità nelle storie e si incrementa la quantità di albi all’anno. Tutto questo, per noi, è un grande spettacolo, che ne pensate?
Ecco quindi la media del Maxi secondo me.
![]()
Ed ora tocca a voi…
Non vedo l’ora di sapere se vi è piaciuto o meno e quale storia vi ha lasciato più impressionati. Votate, commentate e, soprattutto approfittate del “Mi piace” qui sotto per invitare tutti i vostri amici di Facebook a fare altrettanto perchè più persone commentano questi articoli, più la redazione della nostra testata preferita legge e tiene in considerazione le osservazioni fatte!!!



Confermo. E’ un albo grandioso dalle atmosfere cupe, tetre e superbamente illustrate da uno dei più grandi disegnatori dello staff.