Cari cadaveri putrefatti, Stefano Prioni ritorna con la rubrica “Un post dal passato“.. approfondimento tematico del collezionismo dylaniato che ha sempre suscitato interesse tra i lettori del blog. Sono passati più di tre mesi dall’ultimo post dal passato che ha trovato la pubblicazione.. ahimè le news e le rubriche “fisse” riempono il blog e poco spazio è ormai rimasto a quelle con periodicità cazzimestrale. Approfitto di questo spazio per confermarvi che siamo tornati pienamente operativi e che Giugno è stato un mese di test server, aggiornamenti e fix vari.. tradotto: un pessimo mese per le news! Vi lascio all’articolo di Stefano caratterizzato dal solito stile freddo, secco e diabolicamente telegrafico: UUAARRGH!

Marco Rizzo

1986

Milano, autunno.

Dylan Dog Horror Fest 3 150x150Ci troviamo al cinema “Ducale”, viene proiettato in sala  “The howling” – L’ululato di Joe Dante…

Poco tempo prima dell’uscita del nuovo fumetto di genere horror, “Dylan Dog”,  ritroviamo proprio in quella sala del Ducale un imprenditore del fumetto molto noto, Sergio Bonelli, appassionato di cinema.

In quella occasione gli viene presentato Stefano Marzorati che, con Elisabetta Crespi, erano i redattori di un cine-club milanese, il Citizen Kane’s Club avente sede al teatro-cinema Actor’s Play house in Piazza Napoli al numero 27, il cosiddetto cinema Ducale, un vecchio stabile un po’ gotico, spettrale e quindi molto adatto alla proiezione di pellicole horrror.

Bonelli anticipa a Marzorati l’imminente uscita di un fumetto horror, Dylan Dog.

Viene realizzata a settembre di quell’anno un’intervista ad opera dello stesso Marzorati presso la sede della Sergio Bonelli editore.

Marzorati fu lettore del primo numero di Dylan Dog che acquistò in edicola apprezzando la bravura di Sclavi nello stravolgere il panorama fumettistico legato al genere horror.

Detto genere, precedentemente all’uscita di Dylan Dog, lo ritroviamo spesso in fumetti erotici ove vi era sicuramente più una componente sesso anziché letteratura horror (rimando alla consultazione della rivista Glamour International n. 16 meglio conosciuta come “Vamp” per riferimenti a fumetti horror-erotici, recensita anche sul nostro blog), con Dylan Dog si volta pagina, il pluricensurato splatter riprodotto in certe riviste di corrente “Acme” viene riproposto e, come cornice, un fumetto popolare che diverrà poi come vedremo d’autore.

1987

Milano, autunno.

Solamente un anno dopo…

Il successo editoriale della nuova testata di casa Bonelli, Dylan Dog, fu inaspettato e inatteso sia dall’Autore che dall’Editore.

Quel periodo divenne terreno fertile per veri e propri avvenimenti culturali che permisero una affermazione e una maggiore diffusione di quello che è stato ed è tutt’ora un fenomeno di costume che ancora oggi permette alla casa editrice di navigare in acque calme senza necessità di impegnare risorse in campo pubblicitario.

Mi sto chiaramente riferendo al nostro Dylan Dog che mentre scrivo credo fermamente stia sopravvivendo di rendita o meglio di retaggio del suo passato glorioso, quello “Sclaviano”, delle attente supervisioni dell’autore, delle citazioni inserite ad arte, dei giochi all’indizio ingaggiati con i lettori e non di meno il periodo in cui il cinema horror classico e contemporaneo del tempo era ispiratore delle avventure di un personaggio ben inserito in un genere che gli si addice e non lasciato in balia di tanti sceneggiatori e dei loro stili difformi l’uno dall’altro.

Quindi, solamente un anno dopo l’arrivo in edicola de Dylan Dog – “L’alba dei morti viventi”, ove uno schivo eroe dei fumetti, più umano che eroe, fa scalpore tra i giovani lettori e anche tra i meno giovani, Sergio Bonelli chiede a Stefano Marzorati, amante di cinema horror e ad Elisabetta Crespi, sua collaboratrice, di organizzare un festival, una rassegna di cinema che permettesse al pubblico di conoscere meglio il neo personaggio residente in  Craven Road.

La Sergio Bonelli editore da ufficialmente la notizia sul n. 13 della serie regolare – “Vivono tra noi” – datato ottobre 1987, vi rimando pertanto al “Club dell’orrore” di quel numero per avere un anticipo di ciò che sarà la locandina dei cosiddetti “Dylan Dog horror fest” disegnata da Claudio Villa nello stesso anno ovvero il 1987.

Il vero curatore e presentatore fu quindi Marzorati.

La locandina del primo Dylan Dog horror fest cita: “In ogni sogno dimora un incubo. Questo… Li contiene tutti.”

Difficoltà di reperimento abbastanza elevata, colori e b/n misure 64 cm x 33 cm  su carta patinata, eccovi di seguito l’immagine.

Dylan Dog Horror Fest 4 164x300

L’evento avviene quindi al Ducale dal 12 al 31 ottobre 1987.

Era quindi il caso di spiegare a chi non fosse a conoscenza cosa sia quel “Citizen Kane’s citato su alcune pubblicazioni legate agli horror fest.

Gli horror fest sono stati 4 come quindi 4 sono le locandine reperibili più o meno facilmente, altri gadgets che troviamo talvolta a prezzi sicuramente eccessivi sono cartoline e i giornali distribuiti tra i partecipanti come una sorta di vademecum per gli eventi cinematografici proiettati durante i fest.

Ancora più difficili da trovare sono le cosiddette “cartelle stampa” consegnate agli addetti ai lavori presumibilmente dalla casa editrice, all’interno di esse troviamo le diapositive dell’evento a cui si riferiscono, cartoline, alcune numerate e riproducenti scene dei film proiettati, brochure e stampe varie distribuite nell’occasione.

Il biglietto di ingresso del primo Dylan Dog horror fest era il numero inedito presente in quel periodo in edicola ovvero il 13 e per fortuna il primo giorno era un lunedì e non un venerdì…

Intervento d’eccezione del primo festival il papà del thriller all’italiana ovvero Dario Argento che in quel periodo (1987) stava girando per la Rai il programma “Giallo” – “Gli incubi di Dario Argento”.

La manifestazione completamente gratuita fu a carico della Sergio Bonelli editore senza la partecipazione delle Istituzioni almeno sino al 1992.

Sergio Bonelli ebbe molte titubanze sul proseguo di questi festival, singoli episodi di violenza avvenuti tra qualche testa calda presente alla manifestazione diedero lo spunto o meglio l’occasione per critiche accese da parte di alcuni giornali.

I quotidiani scrivevano spesso peste e corna additando questi eventi come un ricettacolo per l’incontro tra delinquenti o bulletti vari con contorno di pestaggi e risse, cosa che invece non avveniva.

I Dylan Dog horror fest vennero a mio avviso sempre poco apprezzati dalle Istituzioni, nonostante veri e propri eventi culturali ammirati anche oltre i confini nazionali che resero la città di Milano ospite importante di un cinema che ha fatto da cornice alle avventure di Dylan Dog, una creatura di Sclavi, per molti versi simile ad esso ma anche profondamente diverso, Dylan Dog non fuma, non beve, nonostante il suo passato da alcolista, ma è anche avverso alla tecnologia,  retrò quindi, schivo e molto umano, un po’ Sclavi insomma.

Per il secondo Dylan Dog horror fest passarono altri 3 anni, siamo quindi nel 1990.

La durata della manifestazione si accorcia in 10 giorni anziché 3 settimane, dal 7 al 17 maggio 1990.

Per problemi di spazio e per far fronte al gran numero di persone intervenute alla prima del 1987 viene cambiata la location, non più il Ducale ma il cinema Gloria in Corso Vercelli al n. 18, una sala migliore sotto tutti i punti di vista soprattutto tecnologici rispetto al Ducale e certamente con più posti a sedere.

Presente al secondo Dylan Dog horror fest una star del cinema horror, Robert Englund alias Freddy Krueger, la chicca della manifestazione e ancora Dario Argento.

Stivaletti, maestro degli effetti speciali, realizza la scenografia del secondo festival.

Pienone anche in questa occasione, i posti non bastano mai e Bonelli è ancora il finanziatore dell’evento ma sempre più titubante sul proseguo.

L’attenzione dei media inizia a sentirsi e si spera presto anche delle Istituzioni come avverrà nel 1992.

La seconda locandina cita in testata: “Dopo 3 anni è tornato… L’orrore continua”.

Difficoltà di reperimento abbastanza elevata, colori e b/n misure 64 cm x 33 cm  su carta patinata, eccovi di seguito l’immagine.

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Arriviamo al 1992, passano altri 2 anni e la location viene nuovamente cambiata per motivi sempre legati allo spazio e quindi alla grande affluenza di pubblico, questa volta è il turno del Palatrussardi.

Confermata una nuova scenografia sempre ad opera di Stivaletti.

L’ingresso permane gratuito previa presentazione dell’albo acquistato in edicola, presentatore  ancora Marzorati.

Si parla di una cifra di quasi 8000 persone intervenute dal 23 al 30 maggio 1992, in questa occasione abbiamo 3 giorni in meno rispetto alla precedente edizione.

Come ospiti Wes Craven, il regista della fortunata serie di un moderno “babau” che ebbe inizio con Nightmare: dal profondo della notte (rammento che Craven Road venne presa da Sclavi come residenza di Dylan Dog proprio ispirandosi a Wes Craven), ancora Robert Englund e incredibilmente anche Rupert Everett, l’unico vero Dylan Dog in carne e ossa da cui è stato tratto il volto del personaggio.

Bonelli sempre più preoccupato per la sicurezza in quanto le Istituzioni non supportavano adeguatamente con servizi di vigilanza.

In questa terza edizione abbiamo finalmente l’intervento delle Istituzioni con grande approvazione di Bonelli supportato quindi dalla Provincia di Milano che permette una mostra a Palazzo Bagatti Valsecchi in Via S. Spirito al numero 10 dal 21 maggio al 4 giugno 1992.

La mostra è titolata: “Dylan Dog il piacere della paura” – La cultura dell’orrore dalle antiche mitologie agli incubi metropolitani e infatti, la cartella stampa dell’horror fest 1992 che possiedo e di cui vi mostrerò immagine, riporta all’esterno il logo classico del Dylan Dog horror fest n. 3 mentre al suo interno, tramite ulteriore lembo di chiusura, vi è l’immagine della mostra sopracitata.

Come accennavo prima oltre al materiale cartaceo abbiamo le preziose diapositive oltre a diverse fotografie numerate con scene di film proiettati.

La terza locandina perde la citazione in testata o meglio lo slogan.

Difficoltà di reperimento media, colori e b/n misure 67 cm x 32 cm (più lunga e leggermente più stretta delle precedenti)  su carta patinata, eccovi di seguito l’immagine.

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Arriviamo ora alla quarta e ultima edizione datata 1993 che si svolge a Milano dal 30 maggio al 6 giugno 1993, confermati 7 giorni di manifestazione, la location è sempre il Palatrussardi.

La quarta locandina, forse la più curata, non ha slogan in testata, sfondo nero anziché giallo.

Facilmente reperibile, colori e b/n misure 67 cm x 32 cm su carta patinata, eccovi di seguito l’immagine.

L’epilogo ha avuto motivazioni di carattere economico, budget elevato e poi diciamocelo, ormai Dylan Dog camminava con le proprie gambe e quindi ovviamente Bonelli, da imprenditore fece l’imprenditore calando il sipario agli horror fest.

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Non di meno incentivante alla chiusura di questi eventi fu lo scarso riconoscimento delle Istituzioni verso una casa editrice che ha nel suo piccolo dato il proprio apporto culturale a  una città come Milano permettendo a proprie spese eventi di questo genere e traendone sicuramente un beneficio in termini pubblicitari per il personaggio che vendeva e che tutt’ora, grazie a un passato come questo, seguita per inerzia a vendere nonostante si fa sempre più pesante la mancanza di quei punti fermi che lo fecero tanto amare dai suoi lettori.


Articolo a cura di: Stefano Prioni

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