“Plagiare”.

Termine spesso modellato ad uso e consumo o meglio, a proprio gradimento, nel mondo delle nuvole parlanti, nonostante le accuse per “plagio” siano sempre dietro l’angolo.

Eppure, se ci pensate, molti fumetti tra cui il nostro Dylan Dog, hanno tratto spunti e ispirazioni dalla letteratura horror e non di meno dal cinema di genere grazie alla cultura noir di T. Sclavi che, ad arte, seppe utilizzare le sue conoscenze per creare un fumetto il quale, nonostante il noto periodo di “vena sociale”, sopravvive e “fa sopravvivere” aggiungerei.

Anche in questo caso possiamo parlare di plagio? Forse.

Sta di fatto che dovremo provare a chiedere a Murnau che sperimentò cosa significhi plagiare un’opera e, addirittura in maniera oserei dire alquanto ipocrita, utilizzò per il proprio “capolavoro” un titolo che per l’appunto significa “non ispirato”, il noto “Nosferatu”, ma, nonostante tutti questi sforzi abbastanza maldestri, gli eredi del fu Bram Stoker, come noto, gli diedero del filo da torcere accusandolo di aver violato i diritti d’autore e plagiato l’opera con buona pace dello Stoker passato a miglior vita. Poco male, distrusse tutte le copie tranne una…

Ma non preoccupatevi comunque. Purché il personaggio che copiate muoia in 3 pagine non c’è problema!

Vedremo come.. istruzioni per l’uso: provetti falsari!

Supponiamo che un disegnatore dilettante decida di copiare un personaggio, come assolutamente succede spesso e volentieri mentre scrivo – basti pensare alle pubblicazioni amatoriali, spacciate per pezzi da collezione, che non hanno altro scopo se non appesantire le tasche di una ristretta cerchia di persone che si approfitta della buona fede di collezionisti e appassionati del fumetto – supponiamo che questo disegnatore non faccia altro che plagiare personaggi già noti traendo “spunto”, anzi copiando, per realizzare “parodie” e cioè la versione ironica e storpiata di un personaggio ben definito (e su Dylan Dog ce ne sarebbero di cose da dire ma non vorrei alzare troppa polvere anche perché già ne vedo parecchia in circolazione). Supponiamo poi che la parodia è realizzata copiando da un’altra già esistente, come è successo, il tutto diventa inaccettabile (oltre che inguardabile) e non resta altro da fare che applaudire per chi volesse essere “plagiato” e, in questo caso il termine non significa copiare bensì “assoggettarsi al volere altrui”, altrimenti bisogna manifestare il proprio disappunto.

Veniamo però alla questione del giorno.. Probabilmente, qualcuno di voi avrà sentito nominare il Sig. Mauro Padovani. Vuoto? Mauro, da una quindicina d’anni, porta avanti la sua passione nel mondo dei fumetti realizzando opere, a tinte forti, quelle che per molti potrebbero essere definite come “scomode”.. in pratica, tutto quello che vorrei vedere sulle pagine di Dylan Dog e che non vedo mai.

Mauro non si interessa della critica e dei critici, fa semplicemente ciò che gli piace e lo urla a gran voce; è proprio lui l’autore del personaggio “Mr. Dark” creato per la sua serie Bullet & Justine.

Non credo che qualcuno di voi possa conoscere questo personaggio in quanto mi risulta non sia mai stato dato alla stampa (verrà pubblicato prossimamente) v’invito quindi a guardare con molta attenzione le immagini qui di seguito:

MR DARK 1 249x300 MR DARK 2 201x300

Come potete osservare si tratta di un uomo in costume nero, con una maschera, occhiali molto simili a quelli che userebbe un artigiano saldatore e sorriso meccanico. Memorizzato tutto?

Andiamo ora a vedere cosa capita oltre i confini del “bel paese”, sulla testata “X-Men” di proprietà “Marvel”, il n. 1 per precisione, “Curse of the Mutants”, osservate queste altre due immagini:

MR DARK MARVEL 1 188x300 MR DARK MARVEL 2 183x300

Il disegnatore è Paco Medina, stessa maschera, costume molto simile, occhiali da saldatore identici e osservate nella tavola num. 2 quando il “Mr. Dark made in Marvel” apre la maschera per mostrare il suo smagliante sorrido “Durbans” (chiedo venia alla nota casa di dentifrici per l’uso improprio del termine). Confrontare il tutto con la tavola di Padovani è imbarazzate (per la Marvel): dettaglio identico!

Ovviamente Padovani ha fatto presente l’accaduto alla Marvel e gli hanno risposto che il personaggio è somigliante ma comunque di stare sereno e tranquillo perché il personaggio appare solo in 3 pagine poi muore e non hanno intenzione di riportarlo in vita.

Quindi Signori disegnatori dilettanti.. dateci sotto, per 3 pagine “non muore nessuno”, tranne il personaggio che avete copiato…

Il problema, in questo caso, è che non si tratta del cosiddetto “cameo”, cioè di un omaggio a un personaggio noto, Mr. Dark di Padovani non era mai stato dato in pasto ai lettori e quindi questa è opera di plagio vera e propria.

La faccenda non finisce qua, veniamo a noi lettori di Dylan Dog… Vi invito a levare la polvere dall’”Almanacco della paura” anno 2010: dato uno sguardo alla pagina 33 troviamo un’interessantissima immagine omaggio introduttivo alla storia inedita pubblicata su quel numero ovvero “Trappola di vetro” di Gualdoni & Picatto , di seguito la vignetta:

MR. DARK BONELLI 150x150

Curiosa coincidenza vero? Credo per me sia giunto il momento di fermarmi qua, lasciando a voi ogni interpretazione e ulteriore considerazione. Probabilmente un pò di stupore sorgerà in voi, non serve altro per lanciare il messaggio che spero qualcuno riceva con voce tonante e mi auguro che questa sia una buona occasione per evitarci parodie e déjà vu con immagini spacciate per loro quando invece sono plagiate. C’è chi i fumetti li compra, li legge e osserva, non siamo tutti meri fanatici collezionisti che acquistano e, indossando guanti in lattice, ripongono tutto in bustine che teoricamente dovrebbero rilasciare pochi acidi nocivi per i nostri preziosissimi fumetti: qualcuno trae anche spunti di riflessione, di confronto ed è in grado di riconoscere quando un’idea è innovativa e quando, vista la non sempre validità delle ispirazioni moderne, cinematografiche e non, è frutto di un plagio.


Articolo a cura di: Stefano Prioni