Un periodo davvero fortunato per il nostro indagatore corrisponde, ahimè, ad un periodo abbastanza difficile per il mio personal computer che mi ha ufficialmente abbandonato. Sono costretto a scrivere questa recensione su un Macbook che non so usare. Cercherò di sopravvivere, e di resuscitare il pc per fine mese… Abbiamo tante cose da fare, delle RIVOLUZIONI!

Ma adesso è tempo di color fest.

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Introduzione:

132 pagine quasi tutte davvero interessanti, bisogna ammetterlo. Il colore, se ben stampato, può portare davvero qualcosa di buono, ma volete mettere il bianco e nero che profuma di inchiostro quando lo compri? Davanti a tutto, come sempre (e a dire il vero anche un po’ Capitan Ovvio), c’è la copertina dei fratelli Cestaro, ambientata in un atmosfera davvero bella, un po’ alla Dellamorte Dellamore… Ed ora, come sempre, vediamo le storie nel dettaglio:

Passaggio per l’inferno

Soggetto e Sceneggiatura: Fabrizio Accatino

Disegni: Gigi Simeoni

Colorazione: Fabio D’Auria

9 10

Assegnamo subito il premio alla miglior storia: coinvolgente, ritmata, molto ben illustrata e colorata. Iniziamo dalla sceneggiatura: a dir poco brillante! Interessante il soggetto, pieno di citazioni (enormi), ma mai troppo citate; eccezionali le incursioni di Groucho, ben posizionate, ben calibrate; convincenti i dialoghi, anche se qualche battuta non era molto da Dylan. Difetta un po’, a dire il vero, il finale: quella pistola che resta li mentre Dylan s’allontana, “lei” che riappare con la stessa macchina senza neanche un graffietto… Comunque nel mondo di Dylan tutto è possibile, quindi… Stupendo, davvero.

Alla pari i disegni di Gigi Simeoni, belli in particolar modo nelle scene d’azione, rese stupendamente. Un tratto che si sposa davvero bene con Dylan Dog… Se lo speriamo tutti insieme ce lo ritroviamo sulla testata regolare?

Il banco dei pegni

Soggetto e Sceneggiatura: Sergio Badino

Disegni: Giancarlo Alessandrini

Colorazione: Chiara Fabbri Colabich

7 10

Gli apprezzabili disegni di un veterano della SBE, Giancarlo Alessandrini (al suo primo Dylan Dog, se non sbaglio), ci presentano una storia interessante e ben congegnata anche se già vista e un po’… “sciocca” nel finale, non se n’abbia a male nessuno.

Luci della ribalta

Soggetto e Sceneggiatura: Michele Medda

Disegni: Aldo di Gennaro

Colorazione: Studio Rudoni

9 10

Cosa succede quando metti insieme uno dei più bravi sceneggiatori di casa Bonelli in assoluto con un maestro del fumetto come Aldo di Gennaro (già visto, ad esempio, sulle pagine degli almanacchi dove adorna gli articoli con illustrazioni da qualche anno anche a colori)? Succede che ottieni una storia davvero bella, dal ritmo incalzante, perfettamente calibrata nelle sue 32 tavole con dei disegni talmente belli da far riaffiorare in me i ricordi piacevolissimi dei più bei Dylan Dog. A differenza di questa la prima storia era solamente più… sorprendente… Altrimenti avremmo avuto un ex-aequo.

Strage di mezzanotte

Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni

Disegni: Montanari & Grassani

Colorazione: Studio Rudoni

4 10

Ad abbassare il tono della pubblicazione arriva questa storia di riempimento, la prima a riprendere in un Color Fest storie della serie regolare e a divenirne in qualche modo un “seguito”. Scelta che non avrei mai fatto per un motivo: in 32 tavole le spiegazioni per ricollegare all’albo (in questo caso dopo 20 lunghissimi anni) tolgono troppo spazio alla narrazione rischiando di divenire noiose. Inoltre, come se non bastasse, quello che è uscito è una storia senza un minimo di pathos, in cui tanto del tempo che non è sprecato per ricollegare a “incubo di una notte di mezza estate” è perso a spiegare una storia che in 32 tavole non ci sta, con un colpo di scena che sa di rimediato. I disegni di Montanari & Grassani (che com’è noto non mi vanno giù), alla fine, sembrano l’unica cosa salvabile.

…Tirando le somme…

Una partenza col botto, un finale da dimenticare, ma comunque questa si riconferma la collana più innovativa e “divertente” di Dylan Dog. Un unico rammarico è la totale assenza della sperimentazione che aveva pervaso i primi 3 numeri, la voglia di provare cose che negli inediti non si possono mettere, di far scrivere e disegnare le storie da persone completamente al di fuori dell’”entourage Bonelliano” sembra assolutamente estinta. In questo senso, speriamo nel prossimo! Ecco le 7 stelle di quest’albo:

7 10

Ed ora tocca a voi…

Come di consueto potrete esprimervi attraverso i commenti e il voto sotto al titolo dell’articolo… Fatelo, perchè la vostra opinione è importante!


Arimortis, Alessio

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