Meno storie, un Dylan Dog migliore?
Cari orrori, 25 anni nel segno dell’incubo si fanno sentire sempre di più. Non solo i lettori ma anche gli autori della serie vorrebbero che Tiziano Sclavi ritornasse a scrivere; così nell’attesa che al papà di Dylan Dog torni l’ispirazione si cerca di capire come risollevare la testata. La ricetta perfetta l’abbiamo più volte cercata vedi “La metamorfosi” e “La ricetta per risollevare Dylan Dog“; una cosa è certa, per restare nel tema del sondaggio in oggetto, non è la quantità delle storie ma la sua qualità che non convince.
Marco Rizzo
Dylan Dog ha bisogno di cambiamenti, quasi tutti i lettori lo chiedono, secondo voi pubblicare meno storie ne migliorerà la qualità?
Numero risposte consentite: 1
- Non penso (39%, 40 Votes)
- A me Dylan Dog piace così com'è (32%, 33 Votes)
- Sì, gli autori avranno più tempo per le sceneggiature (25%, 26 Votes)
- Nessuna soluzione. Dylan Dog chiuderà (9%, 9 Votes)
- Non so... (0%, 0 Votes)
Total Voters: 102
Nelle due settimane appena scorse vi abbiamo chiesto se la qualità delle storie di Dylan Dog fosse, in un qualche modo, legata al numero delle sceneggiature pubblicate in un anno. Più in particolare, se pubblicare meno storie potesse migliorare la qualità delle stesse, dando modo agli sceneggiatori di impegnarsi di più sui testi.
Il 38% dei votanti ha espresso parere negativo, meno storie non significa necessariamente che gli autori raggiungeranno risultati più eccelsi. A dispetto di ciò che quel 38% sottolinea, forse il problema non sta solo nel numero delle sceneggiature prodotte. Si dovrebbe piuttosto confrontare il numero degli sceneggiatori col numero dei testi prodotti da ognuno di loro in un dato arco temporale. In breve, potremmo sapere “chi” ha scritto “quanto”. E’ una considerazione spicciola e forse un po’ ingenua, ma se si è obbligati a scrivere troppe sceneggiature le idee cominciano a scarseggiare e la qualità delle storie a soffrirne. Anche se, ovviamente, il problema potrebbe stare a monte, negli sceneggiatori e nel loro modo di scrivere; ma come ho già avuto modo di dire, il modo di sceneggiare di un autore non può essere messo in discussione. Ciò che non ci piace potrebbe facilmente essere apprezzato da altri lettori.
Il 32% comunque pensa che Dylan Dog vada bene così com’è e il dato, tutto sommato, ci rassicura. Quantomeno il nostro buon indagatore ha ancora fan soddisfatti delle storie che leggono.
Il 24% è invece favorevole a una riduzione delle storie pubblicate, anche se ci sarebbe da sottolineare che non sarebbe male avere semplicemente più albi di buona qualità senza sacrificarne il numero, insomma la botte piena e la moglie ubriaca…
Infine, solo il 6% dei votanti ha optato per la drastica soluzione che implica la chiusura della serie per mancanza di una valida soluzione. Se non fosse che oggi le vendite di Dylan Dog contribuiscono a tenere in piedi la “baracca”, ci sarebbe di che preoccuparsi. Lo stesso Sergio Bonelli disse in un’intervista che quando prese la decisione di chiudere Mister No questi vendeva ancora 23.000 copie mensili. Certo ancora Dylan Dog è ben al di sopra di queste cifre, ma quanto durerà la pazienza e l’affetto dei lettori, anche quelli più incalliti?
Vi ricordiamo che la veridicità di un sondaggio dipende anche dal numero dei votanti, quindi, non dimenticate di far votare anche i vostri amici dylaniati. Come sempre in home è già disponibile il prossimo sondaggio. Appuntamento fra due settimane!



Nessuno si è mai chiesto perchè la Bonelli dovrebbe modificare un prodotto le cui vendite sommariamente sono costanti?
Non ne ha alcun motivo.
Possiamo criticare Dylan Dog quanto vogliamo ma alla fine si compra qualsiasi cosa esce in edicola e non, per cui c’è ben poco da fare come non credo assolutamente che Sclavi torni a dedicarsi al personaggio, potrebbe darsi che scriva ancora qualche storia ma sarebbe un caso o un omaggio.