Cari Dylan Dog dipendenti, lo scorso 29 Ottobre è stata pubblicata – da Pierpaolo Festa – un’intervista a Rupert Everett, incontrato al Festival del film di Roma, dove si parla del film “Hysteria”, Michele Soavi, Sergio Bonelli, Dylan Dog e l’adattamento cinematografico “Dead of Night”. Rupert Everett rivela anche il suo rapporto con la tecnologia.. affinità con il nostro Old Boy? Leggete l’intervista.

“Dylan Dog sono io” – così dichiara Rupert Everett quando, gli ricordiamo che un anno fa gli americani hanno realizzato un adattamento del fumetto di Tiziano Sclavi senza di lui. “Sono rimasto molto male quando ho saputo della morte di Tiziano. Il suo lavoro è eccezionale. Adoro Dylan Dog. Tutti i fan saranno rimasti delusi da quel film.  (l’attore ha frainteso la morte di Sergio Bonelli con quella di Sclavi, n.d.r.).

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È da un po’ che ti vediamo in ruoli minori spassosi…

Sono un caratterista ormai. I ruoli cambiano quando invecchi e ovviamente spesso mi chiamano per il ruolo dell’inglese, alto, bello e upper class. Io cerco di accettare i lavori più interessanti che mi offrono. Mi piace fare cose più diverse. Ma è più difficile, dal momento che molti tendono a vederti sempre in un ruolo.

E continui ad alternare cinema, TV e teatro…

Sì, ma anche la scrittura. Sono uno scrittore: consegnerò il mio secondo libro a dicembre. Riguarda i miei viaggi. Io ormai vivo soprattutto a New York e mi sento davvero europeo. Passo molto tempo in Francia e Germania. Quando tutti mi dicono che la Cina è il futuro, io rispondo: andateci voi!

Quanto ti divertono questi ruoli. Quando ti è piaciuto lavorare a “Hysteria”?
Mi è davvero piaciuto recitare con Hugh Dancy che è bravissimo. Per il resto, essere sul set non è poi così divertente, c’è sempre tensione. Se non completi il giorno esattamente secondo il programma, arrivano i problemi. Non puoi permetterti di fare errori. Devi rimanere sempre concentrato. Non è più come ai vecchi tempi quando dovevi fare la tua scena e basta. Adesso inglobano tutto in un giorno.  Per “Hysteria” abbiamo girato in Lussemburgo, uno dei posti più noiosi di sempre. Contavo i giorni per finire il lavoro. Faceva un buio pesto e vi dirò, non ci sono poi così tanti ristoranti in Lussemburgo!

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Vedo che continui a tenere d’occhio il tuo iPhone. Quanto sei malato di tecnologia?

Non troppo. Scrivo e-mail, batto testi al computer e invio SMS. Odio Facebook. Credo sia noiosissimo. Alcune persone sono ossessionate dai social network. Io li trovo davvero mosci.

Ci sei mancato in “Dylan Dog”….

Mi sono mancato anche io! Ma nessuno me lo ha mai chiesto. E comunque penso di essere troppo vecchio ormai. Avevamo provato anni fa a fare un film su Dylan, ma non ci siamo mai riusciti.

Però tempo fa Michele Soavi parlava di UN SEQUEL DI “DELLAMORTE DELLAMORE
Sì, ma nemmeno quello è andato in porto. Amo “Dellamorte Dellamore” e adoro Michele Soavi, un ottimo regista che ha capito il mondo di Tiziano Sclavi e lo ha portato in scena proprio come lo immaginavo io.

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A che punto è invece il tuo progetto su Oscar Wilde?
Spero di cominciare le riprese l’anno prossimo. L’ho scritto e vorrei dirigerlo e interpretarlo.

Farai Wilde proprio come STEPHEN FRY e AL PACINO?
Interpreterò Oscar nel corso dei suoi ultimi tre anni in Francia. Quando conduceva una vita da vagabondo.

Segnalato da: Antonio Caravella
Fonte: film.it

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