Dylan Dog n° 303 – Il divoratore di ossa (REV)
Cari amici, ddcomics è lieto di presentare la new entry dello staff dylaniato! Il recensionista assiduo ha un nuovo nome e cognome: Stefano Dell’Unto. Volete sapere di più? Senza ulteriori indugi vi lascio alla sua presentazione e poi alla recensione dell’ultimo numero di Dylan Dog.
«..mia madre scelse il nome “Stefano” leggendo Topolino e pescando un nome che le piaceva dalla redazione. (Dico sempre “meno male che ha scelto dalla redazione e non dal sommario, che chiamarsi Rockerduck non sarebbe stato bello”). Quindi era destino che mi occupassi di fumetti. A otto anni avevo già l’enciclopedia del fumetto su cui ho imparato ad apprezzare il fumetto a 360°. La mia famiglia legge Bonelli da tre generazioni: mio nonno paterno leggeva Zagor, mio padre leggeva Tex, io leggo un po’ di tutto ma in particolare Dylan di cui sono diventato lettore appena a dieci anni, in pieno boom dello splatter in Italia. Guardavo Zio Tibia in tv e leggevo fumetti horror. Non ho mai lasciato Dylan e continuo ad acquistare tutto ciò che esce del personaggio. Oggi, alla veneranda età di 31 anni sono un reporter freelance, mi occupo di fumetti e di cinema, vivo in provincia di Frosinone (dove Dylan ahimé arriva con un paio di giorni di ritardo rispetto alla data di uscita ufficiale), sono attivo a Roma dove seguo anteprime cinematografiche, conferenze stampa eventi e quant’altro.»
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio

“Mi sembra di essere dentro un dannato film dell’orrore di serie B…” afferma un agente di polizia mentre conduce delle ricerche coi suoi colleghi nel cimitero che fa da sfondo alla vicenda. Ed in effetti, la storia imbastita da Giovanni Di Gregorio ha tutti gli stilemi dell’horror convenzionale: un tetro cimitero popolato di spettri, il tizio arcigno che ha tutta l’aria di sapere ma non vuole dire ed il mostro simil-lupo mannaro che se ne va in giro ad ammazzare le altrettanto consuete vittime, con tanto di classica coppietta uccisa nel parco. Eppure, nonostante la struttura narrativa non denoti grossi sussulti, la lettura risulta efficace e scorrevole grazie ad una sceneggiatura ben ritmata, che alterna con perizia dialoghi essenziali a sequenze horror per l’appunto non originalissime ma sufficienti a mantenere desta l’attenzione. Forse il titolo dell’albo e la copertina fanno presagire un po’ troppo quella che sarà la soluzione dell’enigma. Comunque una storia che si lascia leggere.
Disegni: Giampiero Casertano

Senz’altro il pezzo forte dell’albo. Casertano è sempre più bravo nella caratterizzazione dei personaggi cesellando le fisionomie con grande cura di dettagli. Il disegnatore se la cava benissimo nel conferire realismo all’ambientazione e nel creare l’atmosfera macabra di cui la vicenda necessita. Peccato per le sequenze splatter molto ammorbidite attraverso campi lunghi, ombre o, addirittura, fuori campo che nascondono troppo.
Copertina: Angelo Stano

Non si prende licenze Stano che mette in copertina una scena della storia con Dylan di fronte alla iena gigante. Come si diceva, l’ossario a fare da ambientazione e il titolo possono anticipare un po’ la soluzione del mistero. Illustrazione necessariamente “grigia” ma di buon effetto. Non un capolavoro ma pregevole come di consueto.
I personaggi
La vicenda ruota attorno a Culling, ex-guardiano del cimitero di Eastweek. Personaggio sui generis, l’anziano arcigno che la sa lunga sui misteri che circondano il cimitero e che, proprio per questo, toglie un po’ di suspense alla storia: il lettore sa che la trama ricondurrà immancabilmente a Culling. Lasciata a metà invece la figura dell’antipatico e dispotico ingegnere che supervisiona lo smantellamento del cimitero. All’inizio, sembra avere un ruolo rilevante ma sparisce dopo due scene. Abbastanza classica anche la concezione degli spettri, ululanti e sul genere “non osate risvegliare il sonno dei morti.” Dylan conduce l’indagine con l’assistenza di un Bloch del tutto funzionale come gli operai che ingaggiano l’indagatore dell’incubo e gli agenti di polizia. Solo una comparsata per Groucho. Nessuna bella fanciulla, stavolta, per il nostro Old Boy. Casertano ci regala comunque una prosperosa moretta in minigonna che si apparta col suo fidanzato ma, ahimé, dura appena tre tavole.




Benvenuto nello staff e speriamo in una lunga collaborazione!