dylan dog moonlight 229x300Buonasera Moonlight.
No, non è il titolo di un film, è il titolo di un vecchio numero di Dylan Dog. Ho voluto riaprirlo perché credo sia sempre bello rivedere e rivivere nuvole parlanti, che al tempo che fu, mi parlarono.
Il numero 261 permette al nostro Old Boy di rievocare potenti ricordi guardando una semplice cartolina consunta dal tempo. Si rivede adolescente, innamorato di una bellissima ragazza e della vita, pieno di sogni e di prospettive. Si immerge in essi, navigando in balia delle onde di squisiti momenti che non lo lasceranno mai, attimi passati che non torneranno più, ma che nel cuore di Dylan, per brevi palpiti hanno ritrovato un corpo e una voce.
Qualcuno una volta disse che un libro va tenuto stretto negli anni proprio perchè è capace di parlarci in modo diverso rileggendolo a distanza. Ed è vero.
Anche nella mia mente sono tornata a tanti anni fa, alle mie esperienze, alle persone che conobbi, ai miei primi amori, alle cotte, alle pazzie, al tempo che fu. Faccio di tutti questi ricordi un fascio, dei passati, dei recenti, e me li riguardo coccolandomeli nella mente. Proprio ora mi sovvengono dei momenti, non mi va di soffermarmi troppo sui protagonisti, il sorriso di quell’amico che ora ho nella mente mi fa pensare alla frase di una canzone:

“I tuoi dischi, i tuoi poster saranno per sempre scordati,
lascerai sorridendo svanire i tuoi miti felici
come oggetti di bimba, lontani ed impolverati,
troverai nuove strade, altri scopi ed avrai nuovi amici.”
(Guccini – E un giorno)

Li lascio nella mia mente quei momenti, come altri mille sorrisi e visi a cui tenevo e che hanno incrociato la mia vita.
Li cullo nel mio cuore e li rivivo, come se un tuffo nel passato mi avesse dato la possibilità di nuotare accanto a loro, ancora una volta.
Un passo nel fumetto dice:

“Cose e persone si smarriscono definitivamente solo quando si dimenticano, o si tradiscono”

E’ come se ci dicessero: Tienimi nel cuore e saprò così, che vivrò per sempre lì.
E’ stata dolce questa ninna nanna che mi sono voluta cantare, e la dedico a voi, ai miei ricordi. Ai vostri ricordi.
Posso solo sperare di non perderli mai, perchè i ricordi non possono essere toccati da nessuno, nessuno mai te li porterà via. T’appartengono.
L’ultima pagina ci invita a fare una riflessione:

“Non sono gli anni a farti diventare vecchio, si invecchia quando si abbandonano i propri sogni… giovane è chi accetta, nonostante tutto, di continuare ad amare e a soffrire. Chi non indietreggia di fronte all’incerto, e spesso crudele gioco della vita.”

Anche io resterò me stessa? Un eterna ragazza, fino alla fine dei miei giorni?
Grazie Sclavi, per avermi donato ancora una volta un angolo dove riaprire delle porte che avevo deciso di chiudere.

No, non è corretto, non era chiuse. Erano solo socchiuse.

La vostra Ela

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