Così stanno uccidendo Dylan Dog
Dylan Dog è il mito, l’antieroe, il tormentone degli anni ’90, l’unico personaggio che, negli anni d’oro, ha superato persino Tex nelle vendite e che viene letto al 50% dalle donne. Dylan Dog è l’estro geniale sclaviano che si è fatto inchiostro e chine. E lo stanno uccidendo.
Immaginate un personaggio al secondo posto per vendite dopo venticinque anni di pubblicazioni, immaginate un fumetto horror impegnato nel sociale – sul quale sono stati realizzati film, corti, radio drammi, fans club, libri e tesi - che riesca tuttora a far parlare di sé attraverso i media. Immaginate, ancora, un fumetto che ha una fascia di lettori che va dal quarantenne al sedicenne, dall’idraulico al letterato.
Ma cos’è realmente Dylan Dog? E’ il personaggio ormai sbiadito del fumetto italiano in crisi, oppure è il protagonista di uno dei fenomeni editoriali più veri e attuali che il mercato italiano abbia mai avuto? Vi do’ un indizio. La seconda è la risposta corretta.
Basta girare le manifestazioni fumettistiche e leggere i social network per capire che quello che accomuna un po’ tutti i lettori è l’amore verso Dylan Dog e il suo mondo. C’è chi lo compra assiduamente, chi per inerzia, chi per passione, chi solo per avere cinque minuti di gloria, dietro uno schermo del pc, criticando lo sceneggiatore di turno. Ma l’Old Boy vende, funziona e fa parlare di sé.
Non sarebbero mai bastati un centinaio di albi stupendi a mantenerlo in vita per venticinque anni. Dylan Dog non si trascina, siamo noi lettori che ci trasciniamo. E come lettore, a un certo punto cominci a sospettare che non sia Dylan Dog ad essere cambiato… forse sei cambiato tu. Ma è più probabile che la verità stia nel mezzo e cioè che siano cambiati i lettori, gli autori e, di conseguenza, anche Dylan Dog.
Una cosa è certa: non si può parlare di crisi. Quello che è avvenuto è il frutto di una naturale evoluzione storica della testata, il corso degli eventi ha permesso a Dylan Dog di essere pubblicato per 25 anni e lo ha, al tempo stesso, profondamente trasformato. Molti la definirebbero come una lenta e progressiva degenerazione ma in realtà non è così che va intesa. Una siffatta considerazione si basa, infatti, su canoni valutativi fermi agli anni ’80 e ’90, senza scavare più in profondità. La trasformazione c’è stata ma come adeguamento ai tempi.
Era da tanto che non scrivevo nella rubrica sul collezionismo… troppo. A questo punto vi starete chiedendo cosa c’entri il collezionismo con quanto detto… ogni cosa a suo tempo.
Stanno uccidendo Dylan Dog, dicevo. Come? Con le critiche fini a se stesse, le trasposizioni cinematografiche maldestre, il mercato dei falsi, il download illegale degli albi e le speculazioni dilaganti sugli albi storici.
Negli ultimi anni i prezzi folli dei venditori sui siti e-commerce, hanno trasformato Dylan Dog in un fenomeno commerciale. Quante volte avete letto le parole “albi rari”, “da edicola”, “collezione completa”, “numero imperdibile”, “albo unico”… e chi più ne ha più ne metta.
E’ meglio chiarire, senza entrare troppo nello specifico, che Dylan Dog è un albo comune dal punto di vista collezionistico e, di per sé, tutte le ristampe, extra, riviste con poche citazioni e le varie diavolerie (non esaurite) che girano, non hanno valore. Il valore lo acquistano nel momento stesso in cui il pezzo “unico e raro” viene venduto a 900€… ed è successo. Troppi commercianti e venditori improvvisati vedono Dylan Dog come un guadagno facile.
La riflessione che mi sento di fare è proprio sul modo di vedere Dylan Dog: come uno dei più grandi fenomeni culturali e artistici italiani e non come un guadagno facile. La bellezza artistica di una tavola originale non ha eguali e non potrà entrare in competizione con nessun fuori serie “rarissimo e imperdibile”; il valore culturale della sceneggiatura non verrà mai scalfito neanche dalla critica più feroce. Spesso non riflettiamo su cosa ci sia dietro una storia, sul lavoro dello sceneggiatore e del disegnatore. Quelle 94 pagine, così rilegate e venduteci a 2,70€, rappresentano molto più di qualcosa da criticare o rivendere.
Continua QUI, la seconda parte di "Così stanno uccidendo Dylan Dog".
Marco Rizzo
Altri articoli correlati
Questo articolo è stato inserito da Marco Rizzo il 23 marzo 2012 alle 23:05, ed è archiviato in Collezionismo e guide, Craven Road 7: approfondimento. Puoi seguire le risposte a questo articolo con i feeds RSS 2.0. Puoi anche scrivere un commento o segnalare un trackback dal tuo sito.
-
-
#3 Pubblicato da Claudio 1 anno fa
Il tuo discorso sul collezionismo è in sè condivisibile, ma tutto l’articolo sembra una presa in giro… per caso hai presente le storie uscite negli ultimi tempi? altro che “non si può parlare di crisi” o “critiche fine a se stesse”, ad uccidere Dylan Dog sono innanzitutto gli sceneggiatori ed i curatori della testata, tutto il resto viene dopo.
Ed il problema non è che Dylan Dog sia cambiato col tempo, dopo quasi 30 anni era ovviamente inevitabile, il punto è come è stato effettuato questo cambiato, il D.D. di Sclavi poteva essere letto attraverso diverse chiavi di lettura ed era quindi rivolto ad un vasto pubblico, sia al ragazzino attratto banalmente dallo splatter sia ad un pubblico più maturo in grado di cogliere metafore ed allegorie varie.
Oggi, sembra invece che sia stato deciso a tavolino che D.D. debba essere principalmente indirizzato ad un pubblico infantile, che non va cioè eccessivamente turbato e bisognoso di uno spiegone chiarificatore al termine di ogni lettura, perché altrimenti un finale aperto o non banale non sarebbe compreso, ebbene, questo cambiamento non mi sembra certo dettato da un adeguamento ai tempi, bensì da una precisa scelta editoriale che personalmente mi permetto di criticare.-
#4 Pubblicato da Admin DDC. [RiZzUs] 1 anno fa
Anche il tuo commento è, in parte, condivisibile. Penso comunque che ci sia una caccia alle streghe (allo sceneggiatore). Se il finale è esplicitato allora è banale se, invece, è più aperto… beh commenti del tipo:
“le atmosfere oniriche di Sclavi erano tutt’altro!”, non sono una novità.
Il punto è che si dice che il vero DYD è quello di Sclavi. E i primi 100 numeri sono stati scritti, oltre dal Tiz, da molti altri sceneggiatori. Non si può negare che ci sono alcuni lettori che comprano DYD quasi esclusivamente per criticarlo.
-
-
-
#5 Pubblicato da Andrea Martina via Facebook 1 anno fa
-
-
beh non tutti sono stupendi, ma nessuno è fatto male, in tutti si trova sempre una morale, un viaggio incredibile, alcuni più legati alla realtà altri che tendono verso teorie assurde e arcaiche e mondi immaginari, da quando sono piccolo lo leggo e ogni volta alla fine di qualunque Dylan leggo, rimango a pensare e pensare per minuti infiniti a ciò che ho letto! in realtà credo siamo noi ad essere cambiati un pò, il nostro modo di vedere le cose crescendo , accumulando conoscenza e esperienza ci porta a punti di vista diversi e a risposte emozionali diverse, ma ci sono spesso dei momenti legati a delle storie che ti riportano a sognare come una volta!
-
poi i punti di vista sono soggettivi, ci sono persone che amano le storie più credibili e reali e altri invece quelle più particolari e fantastiche, ma nessuno che legge un Dylan può dire di non emozionarsi!ci sono spesso delle frasi talmente belle e poetiche, delle immagini talmente espressive che spesso ti portano a chiederti quale sia il personaggio inventato se lui o te stesso! credo che la maggior parte delle scelte fatte nella mia vita siano frutto di modifiche profonde avute dal suo fumetto oltre che dalla particolare musica che ascolto e per ciò lo ringrazio( parlo in prima persona come fosse un’entità a se stante ma mi riferisco a tutto il lavoro che c’è dietro). non vedo l’ora di leggere il prossimo!
-
potrei parlare per ore ma non potrei mai descrivere anni di letture! inoltre ho anche una infinita colonna sonora che mi ha accompagnato sempre ogni notte che leggevo e leggo un Dylan! una delle ultime è questa di una grande compositore…http://www.youtube.com/watch?v=zkZ3ZHywGDw&feature=related…
-
#10 Pubblicato da Alarico 1 anno fa
La fatica che si fà per realizzare qualcosa, merita rispetto ma non può giustificarne il risultato. Se questo dovesse essere il termine di paragone, dovremmo accettare passivamente qualsiasi cosa. Se critichi, come dici tu, è per cercare 5 minuti di gloria, e se non critichi? Se la pasta è salata e non dico niente a mia moglie, continua a farla salata. Se la critico..non mi sta mai bene niente.
DD. Come dici tu, siamo cambiati tutti, ma il problema più grande, a mio avviso, è che Sclavi è troppo superiore a chi lo ha sostituio. Paragone musicale: un conto sono i Queen con Paul Rodgers e un conto sono i Queen con Freddie Mercury. Anche Paul Rodgers è un grande cantante, ma se lo rapagoni a Freddie Mercury….non ci siamo. Il problema di DD, è che non abbiamo assistito alla sua evoluzione perchè è cambiato Sclavi, è perchè non scrive più. C’è troppo di lui in DD. DD è lui.
Gli U2 degli anni 80 e gli attuali, sono distanti anni luce gli uni dagli altri. Ma sono sempre gli U2, sono camniati Bono, Adam, Larry e The Edge, la loro musica è cambiata perchè sono cambiati loro come persone, non è perchè al posto di Bono scrive Sting o Peter Gabriel.
Ad ogni modo, DD continuo a seguirlo. E’ come un rapporto d’amore: accetto sia i pregi che i difetti perchè gli voglio bene. Sarò sempre un suo tifoso, anche se dovesse andare in serie B. tanto in serie A, bene o male, ci ritorna sempre.
Pace e bene
Alarico Felici -
Hai accumulato una serie di “slinguazzate” selvagge ed un titolo furbetto. Molti ci sono cascati perché desideravano leggere una critica accorata, magari un esame dettagliato, il fatidico punto della situazione. Invece hanno letto dell’onore e il rispetto, hanno letto un non-articolo zeppo di incisi, senza la sostanza di un’idea – una ragione – da portare avanti. Il mestiere del critico, che ti piaccia o meno, è quello di criticare! Attenzione, non di demolire o santificare per partito preso. Ma di usare l’onestà intellettuale per fornire ad un ipotetico fruitore (lettore, ascoltatore, spettatore, ecc…) un punto di vista sincero, schietto, su un’opera. Il critico deve guadagnarsi la fiducia del lettore e non la stima del committente o del “criticato”. Non è uno sfoggio di “cultura”: per tutto l’articolo hai fatto in modo che apprezzassimo il tuo italiano “scolasticamente buono”, poi il tuo “seguire la corrente” pur di andare in direzione contraria ai più. Ma hai smarrito la strada nei confronti di un’idea generalizzata, una comune rassegnazione dei lettori, più che contro un gruppo sparuto di renitenti all’acquisto, di disamorati. Punto primo DyD è stato un fenomeno popolar-culturale già alla fine degli anni ’80. E’ un fumetto di quel decennio lì e si porta dietro una serie di riflessioni romantiche, di suggestioni gotiche (poesia cimiteriale inglese, dico io pensando a Dellamorte Dellamore) che oggi, purtroppo, non esistono più. Anche il grande citazionismo di Sclavi, si rifà a dei filoni cinematografici e letterari, quasi dei topos, riconducibili per forza di cose agli anni ’70 e ’80. Dovete rendervi conto che gli anni ’70, per quanto politicizzatissimi, sono stati lo zenit culturale di questo paese, e che negli anni ’80 l’Italia era una nazione ricca.
-
-
1
As Chianese io non lecco il culo a nessuno. Io non uso titoli furbetti. Molti lettori si sarebbero aspettati la solita critica feroce e un articolo zeppo di soluzioni e accuse. Ho usato un titolo e un contenuto fedele a quello che penso: DyD ha tanti problemi e, uno di questi, sono i lettori stessi e il loro modo di vedere DyD. La seconda parte del tuo intervento la condivido completamente. Probabilmente il mio articolo è stato frainteso, viene frainteso e verrà frainteso… ma il punto non è che non bisogna criticare ma che bisogna farlo con cognizione di causa. Quello che ho criticato nell’articolo è la critica fine a sé stessa, sterile, senza contenuti… nonché il collezionismo sfrenato e il mercato creato dai venditori privati. Questo non vuol dire che io pensi a Dylan Dog come il personaggio perfetto, non vuol dire che tutti gli autori di DyD siano bravissimi sempre e comunque. Per una volta ho voluto spostare lo sguardo altrove, mettendo in discussione le mie stesse posizioni che tante volte sono state critiche verso la condizione attuale della testata. In tanti articoli su ddcomics non avevo mai cambiato prospettiva, l’ho fatto e non me ne pento.
-
#14 Pubblicato da Paolo 1 anno fa
Io sono fondamentalmente d’accordo con marco.C’è troppa speculazione su dyd,sia economica che di parole. Leggo continuamente di gente che aspetta di vedere come si parla su internet del nuovo albo in uscita prima di decidere se andarlo a comprare,oppure gente che lo compra solo in base a chi lo ha scritto o disegnato.Forse sarà il collezionista che è in me che parla,ma se ti piace dyd te li compri tutti.Come fai a dire:”no,l’almanacco non lo prendo perchè solitamente le storie all’interno non sono belle”,oppure “L’ha scritto Di Gregorio?no,allora non vale la pena”. Personalmente è un modo di trattare il fumetto che non capisco ne concepisco. Ho già letto in rete le prime critiche all’ultimo almanacco e sono sempre le stesse:”che cagata,dyd non è più quello di una volta,perchè non cercano di assomigliare a Sclavi?. Io devo dire che la storia dell’almanacco l’ho letta senza pregiudizi e senza aspettative. Me la sono goduta per quello che era,non ho apprezzato alcune cose(come è normale e giusto che sia) ma ha comunque suscitato in me ansia e tensione e soprattutto mi ha fatto pensare.Tutto questo è quello che mi da dyd da 16 anni che lo leggo e che continua a darmi e a me,alla faccia di tutti i critici criticoni improvvisati,questo sta bene.
-
#15 Pubblicato da Admin DDC. [RiZzUs] 1 anno fa
E dobbiamo pensare che l’ultimo Almanacco è stato scritto da Mauro Uzzeo e Roberto Recchioni… il suo (Recchioni) Mater Morbi è universalmente considerato come uno dei Dylan Dog più belli di sempre.
Ad ogni modo, non credo che gli autori debbano imitare T. Sclavi… l’approccio sul personaggio è inevitabilmente soggettivo. E questo vale sia per i lettori che per gli autori.
Il tuo discorso sui nomi degli autori, però, è criticabile: quando vai a vedere un film al cinema ti informi su chi sia il regista perché, su di lui, hai delle aspettative.
Il collezionista compra tutto ma il lettore puro fa una cernita. Succede perché DyD non è un telefilm – dove ci sono delle puntate mediocri e altre fantastiche – che devi comunque seguire. DyD è un fumetto, prendere o lasciare.
Tutto comunque è soggettivo… il giudizio su un albo, la concezione del personaggio etc.
-
-
Vuoi sapere la verità? Io credo che siano stati i soldi a rovinare Dylan Dog. La volontà di portarlo avanti sempre e comunque anche se non aveva/non ha nulla più da dire/dare. Il personaggio di Sclavi era già abbastanza definito, aveva dei lati in ombra ma niente di estremamente controverso. Tutto ciò in 150 numeri si è in qualche modo chiarito, esplicato con l’apporto di sceneggiatori come Chiaverotti e Ferrandino, ma anche come il poco “usato” Ambrosini. Il resto è stato noia… insipidi “gialletti” dove la il plot sostituiva completamente il tratteggio del personaggio, i suoi mutamenti. Tante gallerie di casi umani, fobie su fobie, Dylan che si portava a letto ogni cliente, senza battere ciglio. Forse erano finiti gli anni, era passato con qualche bruciore il 2segno dei tempi” sulla pellaccia dura della nostra memoria collettiva, ma questo non giustifica certe esimie cacchiate scrittee da Ruju o dalla Barbato. Io volevo rispedire alla Bonelli lo speciale “Il Santuario”, chiedendo al buon Sergio (Dio lo abbia in grazia) di rendermi i soldi o inviarmi qualche vecchio numero come risarcimento. Volete che la gente comperi Dyd e smetta di criticarlo aspramente? Allora aumentate la qualità! La qualità paga, crea delle soddisfazioni. Il film di DyD ha portato qualche nuovo lettore fra i più giovani, acquisti occasionali risoltisi già alla seconda mesata in edicola del Nostro. Tutto fa brodo, ed anche se la Bonelli si è dissociata dal film, snobbandolo nelle Horror Club, ha poi portato avanti albi come Lavori Forzati o Piovono Rane che disonoravano una tradizione gloriosa, che non meritavano di avere quei 150/160 numeri-capolavoro fra i parenti stretti, i predecessori. Negli anni ’80 l’Italia era un paese ricco, tirature e vendite come quelle di DyD erano più che giustificate se si pensa a un fumetto d’autore, realizzato da uno scrittore talentuoso (perché Scalvi è uno scrittore cribbio, uno prestato ai fumetti e mai più restituito! lo avete letto Tre? E La Circolazione del Sangue?). Ricordo ancora la pubblicità su Repubblica: “se hai smesso di leggere i fumetti prova con Dylan Dog” (…o giù di lì). Negli anni ’80 c’erano anche i Computer, io passavo più tempo davanti al mio Amiga 500 che oggi sul Pc. Ma erano altri tempo, appunto.
-
As, io condivido moltissimi dei tuoi punti (che ho già espresso altrove). Al tempo stesso accetto il punto di vista di Marco. Non possiamo imporre le nostre idee come fossero Verbo. Sclavi e DyD hanno accompagnato un periodo della mia vita rendendomi-volenti o nolenti-quello che sono. Nel bene e nel male. Se poi qualcuno come Marco ama il personaggio e relativo fumetto anche nell’evoluzione (o involuzione) narrativa che ha preso, non possiamo fargliene una colpa o uscirsene con frasi tipo “emerite cacchiate”. Io non leggo DyD da quando ho capito che, senza Sclavi, non sarebbe stato più il mio DyD. Per cui non so dirti quanto schifo faccia adesso o che capolavoro sia diventato. Ho fatto una scelta. La mia personalissima presa di posizione. Se DyD abbia ancora qualcosa da dare/dire non è un nostro problema. La nostra generazione ha vissuto DyD in maniera diversa. Migliore, forse. Ma non insindacabilmente nell’unico modo in cui può essere vissuto l’approccio ad un fumetto. Poi, per carità, amici come prima =)
-
Si, erano altri tempi. I tempi del Commodore 64, in auge fino agli anni ’90 e di tante altre cose ormai dimenticate. E anche se sono giovane sono legato agli anni ’80 e li ho scoperti e conosciuti sin da bambino attraverso gli occhi di mio padre. Dylan Dog è legato, anche fuso direi, a quei tempi… il cambiamento lo ha trasformato profondamente e penso che sia stato inevitabile. Oggi, apprezzo altre cose di Dylan Dog e tante me ne mancano rileggendo i primi numeri. Tiziano Sclavi è Dylan Dog e nessuno riuscirà mai ad eguagliarlo. Molti albi sono da “buttare”, volendo usare un termine molto forte, e spesso mi sono chiesto: “perché non chiudono adesso che ricordiamo bene i vecchi fasti?”. Ma Dylan Dog è un pezzo troppo importante della SBE e non solo economicamente parlando. Sono dispiaciuto per le mancanze attuali di Dylan Dog? Si, ma non riesco ad immaginare il fumetto italiano senza DyD.
-
-
#21 Pubblicato da Placido Calderaro 1 anno fa
Condivido in parte, perché non credo che l’agonia di Dyd sia da addebitare, fra le altre cose, al collezionismo e alle relative quotazioni, per quanto talvolta senza logica…secondo me alla Bonelli c’è poca voglia di rischiare, e proseguendo sugli stessi binari hanno portato ad una sclerotizzazione del personaggio, che ormai, tranne rare eccezioni, sembra non avere più nulla da dire…Ecco, io penso che la Bonelli dovrebbe apportare qualche ventata di novità nella serie, ma non credo lo faranno, almeno a breve
-
-
#23 Pubblicato da Priamo 1 anno fa−1
Io credo che stiate perdendo il filo della discorso!
Qui si predica bene e si razzola male ma non era su questo sito dove venivano pubblicate delle tabbelle relative a prezzi per eventuali affari? Non è speculazione questa? Noooo
Cosa c’è cosa piu meschina nel dire “la speculazione su Dylan dog” quando sappiamo benissimo che certi “signori” di certi “siti” che voi appoggiate be’ sono i primo in assoluto! I primi a arraffare la roba per poi rivenderla a prezzi che non stanno ne in cielo ne in terra su ebay! Questa e speculazione non parlate dei sceneggiature o di altre cazzate parlate di cose serie! Parlate di del per lui venduto a 1000€!
Falsi buonisti e ipocriti vestiti da boia!
Guardatevi dentro e se avete le palle pubblicate questo post e non fate come la solita “censura”!
-
#24 Pubblicato da Admin DDC. [RiZzUs] 1 anno fa
Come ti è stato detto infinite volte quella tabella serviva per fissare un tetto massimo per evitare le speculazioni. Non è un prezzario. C’è chi sa leggere e chi non sa leggere a quanto pare.
Sempre il solito discorso sugli “altri siti su dyd”. Abbiamo capito che non digerisci i dylandogofili dai tuoi tanti commenti inappropriati e offensivi che hai lasciato in passato.
Parli di ipocrisia quando cambi nome in continuazione per apparire come un utente diverso.
Modera il linguaggio e rispetta il regolamento che accetti quando scrivi e fai l’accesso sul blog. Questo tuo commento è off-topic per il 70%, non rispondere a questo mio intervento di moderazione e se vuoi contribuire continua a parlare dell’argomento inerente alla discussione. Niente flame e troll. Primo e ultimo avviso su questo articolo che si aggiunge ai 2000 richiami già fatti in passato.
P.s. Nessuno ti obbliga a leggere falsi buonisti e ipocriti. E io non sono obbligato a leggere le tue diffamazioni. Il fatto che le tue reiterate violazioni al regolamento, e al buon senso, non hanno mai comportato un ban significa che ti viene data tutta la libertà di questo mondo.
P.s.2 Si informa che le fantomatiche “censure” a cui si riferisce l’utente si sostanziano nella moderazione di interventi fatti di offese e imprecazioni varie, cestinate automaticamente dal filtro blacklist.
-
-
1
-
#27 Pubblicato da Admin DDC. [RiZzUs] 1 anno fa
E di che ti dispiaci? le opinioni, per definizione, sono soggettive.
Ad ogni modo si potrebbe anche sviluppare una considerazione: Dylan Dog non è solo legato ai suoi tempi ma al citazionismo stesso. Dicevo nei primi commenti, cosa ci stupisce ormai? Il cinema e i romanzi sono poveri d’idee. In parte ne risente anche Dylan Dog che tanto deve a questo mondo. -
#28 Pubblicato da Matteo 1 anno fa2
avevo risposto su fb, ma provo a riportare la mia piccola (a livello di importanza) considerazione anche qui…
letto l’articolo….. sono abbastanza d’accordo su gran parte degli argomenti, ma solo una cosa: proprio sicuri che le critiche siano solo fini a se stesse e che non ci sia un disagio provato da parte di un lettore affezionato a un DYD totalmente stravolto a livello di caratterizzazione nel corso degli anni? poi certo, anche il cinema horror sta avendo difficoltà nel rinnovarsi e quindi potremmo anche discutere di una crisi “di genere” a livello di creatività, ma l’ultimo horror letto su dyd a quanto tempo risale? ultimamente più che leggere un horror sembra di avere a che fare con la signora in giallo…. poi oh, magari sono io un visionario e diventato incapace di apprezzare l’old boy, ma fossi un nuovo lettore non sarei per nulla invogliato a iniziare a leggerlo, a differenza di qualche anno fa (senza risalire all’origine, io lo apprezzavo anche quando era in mano ad autori come ambrosini, enna, medda… non parlo per forza solo del periodo sclavi). Poi che ci sia un approccio del tipo “esce il nuovo dyd, non vedo l’ora di dire che schifo” è abbastanza vero, ma il problema è che molto spesso è davvero così… io l’ultimo numero l’ho comprato ma ce l’ho ancora li sul comodino perchè è stato scavalcato da altri fumetti, a differenza del passato…. non voglio dire che gli sceneggiatori siano degli incapaci, poichè non si lavora in bonelli per grazia ricevuta o per giri strani, ma lo si fa per merito: tuttavia c’è una sorta di “texizzazione” del personaggio che su dyd non funziona per il semplice motivo che dyd non è tex, ma è un personaggio fragile e emotivo, insicuro in ciò che fa… apprezzerei molto di più scelte coraggiose alla nathan never, in cui si prende l’intero impianto e lo si ricostruisce, tenendo le cose buone e modificando quelle meno buone
-
#29 Pubblicato da Stefano 1 anno fa
Io sarò cambiato ma Dylan e soprattutto le storie molto di più. Le prime storie anche se rilette ora hanno un altro effetto, mi mettono un leggero brivido anche se di alcune ricordo la trama; quelle di oggi nemmeno se le leggo in frigo. Tralasciando lo splatter, che ci può essere o meno, nelle prime storie c’ era molto più horror, i cattivi li sognavi la notte mentre quelli di oggi sono “sfigati”. Eppure le citazioni/copiature erano evidenti ed anche le situazioni erano sempre le stesse (la bella cliente che si rivolge a Dylan che accetta il caso anche se un pò titubante, le battute di Groucho, Bloch e la pensione,…).
In conclusione penso che molto risieda nella sceneggiatura; non c’è paragone con quelle passate.
Rimango comunque un lettore “appasionato” che si aspetta un cambiamento o meglio un ritorno al passato. -
#31 Pubblicato da Admin DDC. [RiZzUs] 1 anno fa
@Stefano: Infatti sul cambiamento avvenuto siamo tutti d’accordo. Il discorso sui cattivi può essere rigirato facilmente… arrivato ad un certo punto non sogni più la notte nemmeno l’antagonista più pauroso del film horror migliore dell’anno. Così come non ti intriga/eccita più, come una volta, il seno accennato stampato su un albo. Siamo assuefatti dalla televisione e dal cinema di oggi che è molto diverso da quello degli anni ’80. Con l’aggravante che siamo cresciuti e che gli anni ’80 sono ormai un ricordo.
@Peppe: Molto probabile! D’altronde qualsiasi cosa scrivi o fai scontenti sempre qualcuno. E’ naturale, i gusti sono soggettivi… come dicevamo.
-
#32 Pubblicato da alf1988 1 anno fa
Scusate, ma oggi,2012, cosa vi farebbe provare il brivido?Cosa vi farebbe provare le sensazioni che si provavano leggendo i primi albi di DyD?? NULLA! Ormai lo splatter non colpisce più, basta accendere la TV e vedere telegiornali, editoriali ecc,ecc… Oggi il vero orrore ha occupato tutte le nostre giornate e nn si presenta più mensilmente come qualche anno fà. Quindi io dico che nessuno ha ucciso, sta uccidendo o ucciderà DyD, ma dico soltanto che questo è un cambiamento dovuto ai cambiamenti della società in cui viviamo, all’abitudine che abbiamo fatto all’orrore che ci circonda e che abbiamo assimilato e fatto nostro, facendolo diventare un elemento normale della nostra quotidianità. DyD è come l’aglio,c’è chi lo ama e chi lo odia ormai, ma io posso dirvi che ogni albo mi emoziona e fa riflettere, che sia bello o meno lascia un segno ed è questo che molti “lettori” non capiscono.
-
-
#34 Pubblicato da Matteo 1 anno fa
p-e-r-f-e-t-t-a!!! è esattamente questo il senso di dyd….ed è esattamente questa sensibilità che si sta andando a perdere….. l’horror di dyd non era dato da zombie e vampiri (questo tipo di horror “puro” ricorda molto più dampyr in questo senso), ma dalla accettazione da parte della società di certe cose che erano (sono?) mostruose (tanto per capirci, johnny freak e marty non sono horror? sono il top dell’horror!!!)…. la domanda da porsi caso mai è: nella società del 2012 esiste ancora una sensibilità verso qualcosa? ecco, questa dovrebbe essere la domanda da cui ripartire con storie di un certo livello con dyd, perchè è la domanda a cui va rispondere l’horror (e lo splatter)… ovvero cosa fa paura? fa paura ciò che angoscia… e cosa angoscia? angosciano le cose verso cui siamo sensibili!! gli sceneggiatori oggi invece puntano invece a scrivere storie magari sufficienti a livello stilistico, impeccabili a livello di semplice narrazione, ma che svuotano completamente il personaggio di ciò che era, rendendolo una specie di ridicolo superman di londra
-
-
#35 Pubblicato da Priamo 1 anno fa
-
#36 Pubblicato da Admin DDC. [RiZzUs] 1 anno fa
Ciao Priamo. Io non alludevo a nessuno tra gli ex collaboratori e non capisco come sia venuto in mente. Il tuo modo di commentare è molto simile a quello di un troll che per molto tempo, cambiando nome e parzialmente l’ip, scriveva commenti molto offensivi e off-topic. Nel caso in cui tu non sia nemmeno questa persona, di cui non conosco nemmeno il nome e per questo l’avevo definito come “utente”, non posso che esserne felice.
Scuse accettate. Per la prossima volta: basta esprimere le proprie opinioni con educazione e pertinenza alla discussione. /OT definitivamente. Prossimi commenti di risposta all’articolo.
-
-
1
Come la girate e la voltate… come la cucinate o la bollite… Cari miei, solo chi ha letto DyD in quegli anni può raccontarvi il fascino, la poesia dell’orrore, l’orrore nella poesia, di quel periodo e di quel successo editoriale. Non era cosa da poco che Umberto Eco dichiarasse il suo amore per quel fumetto, in Italia poi (nazione provinciale per antonomasia, la culla della cultura classica con i suoi baroni e soloni). In Ti ho Visto Morire (testi di Ferrandino, non dei vari sfigati che scrivono oggi), Dylan si voleva suicidare nelle prime pagine… Rendetevi conto. Dovettero addolcirlo, negando le ballate della morte (o Totentanz) nella Horror Post… c’era il festival, l’horror fest, curato dal grande Marzorati, c’erano i romanzi di Sclavi editi dalla Camunia, erano quelli gli anni giusti. Oggi ci hanno lasciato in dote esimie cacchiate come Il Baule delle Meraviglie o Lavori Forzati, come Il Santuario o altre furbette amenità ecologiste e politically correct. Sarà che l’orrore ha invaso la nostra realtà, prossima a quella vaticinata da Sclavi nello struggente Morgana… Ora passa tutto in Tv, su YouTube, le imamgini (belle o brutte) ci seguono ovunque e ci tormentano. Mi ricorda un frammento dello speciale Sogni, con la donna dei desideri che in realtà era un’immagine computerizzata. Ragazzi miei, la pietra tombale è stato il film prodotto dagli americani e girato con il make-up scaduto di Buffy l’Ammazzavampiri. Che tristezza. P.S. W l’Amiga 500! C’erano anche i giochi di Dylan (difficilissimi!) che produceva la Simulmondo smerciandoli in edicola!!!
-
1
-
-
#42 Pubblicato da Pasquale 1 anno fa1
a mio parere non è tanto la tematica di DYD ad essere cambiata negli anni, gli anni passato e le tematiche cambiano, ma è scomparso il sangue ed il sudore che gli autori ci mettevano dentro. La Bonelli ormai è un’azienda con dipendenti che devono fare un lavoro a scadenza. La qualità passa in secondo piano, se passa.
L’ultima storia scritta con sangue e sudore è stata Mater Morbi, il resto lo si dimentica velocemente, per fortuna, o mette in imbarazzo (l’ultimo maxi vi dice qualcosa?).Alla fine è questo che separa il fumetto commerciale dal fumetto d’autore. I veri autori parlano quando hanno cose da dire. Ma tanto i prodotti che tirano dentro soldi facili non verranno mai dismessi. Noi abbiamo DYD e lo avranno anche i miei figli, la Marvel continua a riproporre le solite cose, la DC vuole riprendere Watchmen anche se Moore non vuole.
In quest’ottica i più coerenti sono i giapponesi, che hanno capito che se capolavori come Akira, Ken il Guerriero, Dragon Ball, Devilman, solo per dirne alcuni, sono finiti, è perchè la storia era stata raccontata.
Tempo fa ho addirittura sentito che volevano riprendere Corto Maltese, hanno fatto anche un disegno per sponsorizzare la cosa…fortuna che hanno capito di non aver capito nulla dell’arte e non se ne parlò più. Giuro che se mai uscirà Corto senza Pratt abbandonerò moglie e figli per andarmi ad incatenare alla Cong SA.DYD ha smesso di essere Sclavi da un sacco di tempo, adesso DYD è 90% denaro facile ed ogni tanto qualche perla di sangue e sudore.
-
#43 Pubblicato da Pasquale 1 anno fa1
-
mmm. Sarà. Io ho smesso di leggere Dylan con “L’assassimo è tra noi” Una storia fatta bene dopo tante robe, a mio gusto, inutili.
Sarà come tu dici, che io sono cambiato, e 200 numeri e passa letti sicuramente non aiutano, ma Dylan Dog col tempo è diventato oggettivamente più stereotipato. E quindi prevedibile.
Non può picchiare le donne, perché le donne non si picchiano, non picchia i cani, perché il vero bastardo sei tu che lo abbandoni, i deboli son sempre deboli: i pistolotti morali sono diventati la prima necessità delle storie. Un esempio è “il fantasma della giustizia”, dove DD è sulla sedia a rotelle e non fa altro che lamentarsi che non trova marciapiedi su cui camminare.
Quello razzista è il bambino bianco, il magnate è sempre il solito porco, le ragazze sono indifese, etc etc etc…
Il bellissimo di DD era il gioco tra reale e metafora, che non capivi dove iniziava uno e finiva l’altro. Adesso è tutto solo critica sociale.
-
#46 Pubblicato da Admin DDC. [RiZzUs] 1 anno fa
-
-
ORMAI DYLAN DOG è STORIA VECCHIA,IO SONO PASSATO DA TEMPO A DIABOLIK KE è PIU MATURO ED HA UNA GRANDE FAMIGLIA NEL CLUB E NELLEMANIFESTAZIONI E NEI LETTORI E LE STORIE SONO SEMPRE INTERESSANTI E COINVOLGENTI. MA NON DIMENTIKO IL MIO PASSATO IL MIO PASSATO è DYLAN DOG.E IN QUEI TEMPI MI HA DATO TANTISSIMO E NON LO RINNEGO.VIVA DYLAN DOG VIVA DIABOLIK.
-
-
-
-
-
le 5 cose sono: 1) l assenza del suo amico assistente; 2) questo sentimentalismo che lentamente fà scemare la trama; 3) la logica che cercano anche quando a noi lettori attempati non ce ne mai fregato nulla…. 4) personalmente le copertine stanno peggiorando (io le farei fare a Carnevale o Brindisi) 5) la totale assenza di Slavi da anni
-
-
- Segui i commenti di questo articolo
- Pagina Facebook ufficiale per Dylan Dog
- Il futuro di Dylan Dog: intervista a Roberto Recchioni
- Roberto Recchioni sarà il nuovo curatore di Dylan Dog
- [ANTEPRIMA] Dylan Dog Gigante n.22
- Mater Morbi BAO Publishing – la copertina
- Dylan Dog Color Fest 10 – Altroquando
- Portfolio numerato per Dylan Dog, Diabolik, Zagor, Tex e tanti altri
- Freddy Krueger vs. Dylan Dog – Sequel del fan film
- Repubblica cancella Groucho e scoppia l’assurda polemica
- Anticipazioni di Maurizio Di Vincenzo
Info su Marco Rizzo (465 articoli)
Mi chiamo Marco Rizzo, alias RiZzUs. Non disegno, scrivo molto sul web. E leggo, soprattutto. Parlo di fumetto, cinema, libri e tanto altro. Troppo, forse. La bio finisce qui, tanto non c'è molto altro da dire. Ah, sono il founder di DDComics.


Beh io ho provato a leggere la storia dell’ultimo Almanacco. Devo dire che all’assassinio pure alcuni sceneggiatori stanno partecipando, eh.