iPad vs Kindle

La crisi finanziaria colpisce anche i fumetti. Questo è il responso degli ultimi dati vendita della Sergio Bonelli Editore, relativi ai mesi di Dicembre e Gennaio 2011-2012. In particolare, si segnala una erosione costante di lettori pari al 5% annuo, per un totale di circa 34 milioni di fatturato annui. Tra le singole testate, brillano in modo particolare Tex, primo assoluto in questa classifica e con un vantaggio abissale su tutti gli altri; Zagor, l’unica testata in grado di restare stabile nei dati nonostante il momento difficile e Dylan Dog, in grado di conservare oltre 130mila lettori nel periodo osservato. Riguardo le altre testate, da segnalare purtroppo i numeri bassi di Brendon e Martin Mystère, pericolosamente vicini alla soglia dei 20.000 albi venduti (considerata la quota minima per la sopravvivenza della testata) e di Dampyr, sorpassato in classifica da diverse testate ed in forte ribasso. Tuttavia Moreno Burattini, curatore di Zagor, fa sapere dal suo profilo facebook come secondo lui questi dati siano ormai prossimi a raggiungere una certa stabilità, lasciando intendere che il periodo più buio della casa editrice sia ormai stato superato. Riguardo l’Indagatore dell’incubo da segnalare gli ottimi dati riguardanti gli speciali Color Fest, mentre le noti dolenti arrivano dall’Almanacco della Paura 2011, molto lontano dai numeri delle altre uscite extra di Dylan Dog.

La classifica completa delle vendite Bonelli relative ai mesi dicembre 2011-gennaio 2012 delle serie regolari (ristampe escluse) è la seguente:

  • Tex: 210.000 copie
  • Dylan Dog: 140.000
  • Nathan Never: 45.000
  • Julia: 42.000
  • Zagor: 38.000
  • Dampyr: 34.000
  • Lilith: 34.000
  • Shanghai Devil: 27.000
  • Martin Mystère: 26.000
  • Brendon: 22.000

mentre riguardo quella relativa agli speciali segnaliamo:

  • Dylan Dog color fest (estivo): 86.000
  • Dylan Dog color fest (invernale): 80.000
  • Maxi Dylan Dog: 77.000
  • Almanacco del West: 56.000
  • Almanacco della Paura: 50.000
  • Almanacco della Fantascienza: 23.000
  • Almanacco del Giallo: 21.000
  • Romanzi Bonelli (‘Linea di sangue’): 20.000
  • Almanacco dell’Avventura: 14.000

*dati tratti da Fumettologicamente

Ovviamente sui vari siti internet e forum è esplosa la discussione: “la Bonelli è in crisi, la Bonelli deve vendere, la Bonelli deve restare così com’è”. Ognuno è libero di farsi la propria opinione su quale sia la soluzione migliore perché la Casa Editrice riesca a superare il momento. Personalmente, mi sento di fare un paio di riflessioni.

La prima è che la SBE sa ciò che fa. Per quanto si possa parlare di crisi nelle vendite, i suoi numeri rimangono comunque impensabili per qualsiasi altra Casa Editrice. Bisogna tener conto, infatti, che una testata SBE “in crisi” fa comunque cifre che non hanno nulla da invidiare alle testate di Case Editrici indipendenti considerate in salute. Per questo motivo, si potrebbero riconsiderare, vista la nuova realtà fumettistica che si sta proiettando, i parametri SBE di quota minima degli albi;

La seconda riflessione che mi sento di fare riguarda la politica SBE sulla tecnologia. Il grande Sergio era riuscito a dare una identità artigianale alla sua Casa editrice, con quell’immagine retrò -e un pò vintage- in realtà molto efficace per essere all’avanguardia. Nessun indirizzo e-mail, solo lettere cartacee per stabilire un contatto tra autori e lettori, nessuna pubblicità sugli albi e una sorta di autarchia aziendale. Tuttavia, con questi dati, questa politica sembra non pagare più e dunque bisogna mettersi in gioco con nuove idee e soluzioni. Soluzioni già intraprese da altre case editrici come l’Astorina che ha deciso di mettere in formato Ipad, al costo di 1,79 euro l’uno, tutti i numeri di Diabolik. In questo modo l’azienda spera addirittura di guadagnare nuovi lettori (magari giovani) grazie al mezzo tecnologico, oltre a rendere disponibili -e a un’ottima qualità- albi ormai introvabili o comunque in vendita a prezzi stratosferici nelle bancarelle delle fiere. La SBE, in questo senso, sembra non volerci sentire, come confermato alla recente fiera di Mantova, in cui ha ribadito di non avere nessuna attività in programma al riguardo.

Il mondo dei lettori, invece, sembra spaccato in due: da una parte ci sono coloro che alla carta, alla collezione sulla libreria e al proprio edicolante non rinuncerebbero per nulla al mondo; dall’altra ci sono quei lettori che sempre più spesso si allontanano dal mondo del fumetto per questioni di spazio o di costo. La verità, come al solito, sta probabilmente nel mezzo. Se è vero che una collezione fisica nella propria libreria regala una sensazione unica, dall’altra è altrettanto vero che, grazie alla riduzione dei costi di distribuzione e all’annullamento del costo della carta e della copertina, il prezzo potrebbe ridursi e diventare ulteriormente competitivo. Il mercato del fumetto online per ora vede solamente uno scambio di torrent e di sharing equiparabile a quello dei film, con il risultato di recare un danno economico all’azienda e di non sponsorizzare nel giusto modo il mercato degli e-book. Un possibile compromesso in grado di non scontentare nessuno potrebbe essere quello di mettere in formato .app una applicazione SBE dove si può scaricare a basso prezzo solo i numeri più rari o difficili da reperire.
E voi che ne pensate? Quale è la vostra posizione sugli e-book?

Note: Riportare dei dati di vendita in modo fine a se stesso non è quello che cerchiamo di fare su DDComics. Abbiamo aspettato che tutti i lettori metabolizzassero i dati riportanti da Fumettologicamente per poterli poi analizzare e farne una riflessione. L'articolo rappresenta anche il debutto nello staff di Matteo Meschi.

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