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Era il lontano 1986 quando nelle edicole italiane usciva Dylan Dog, il personaggio creato dall’estro di Tiziano Sclavi. Qualche anno dopo, nel 1991, verrà pubblicato un romanzo Dellamorte Dellamore - sempre del Tiz – ma non tutti sanno che quelle pagine sono rimaste sepolte in un cassetto e nascoste a noi mortali per ben otto anni.
Dellamorte Dellamore pur avendo una trama a sé e un protagonista diverso – che nel tempo si è anche trovato faccia a faccia con il nostro old boy – per certi versi è stato il prototipo dell’Old Boy.

Analisi dei personaggi.
Francesco Dellamorte è il guardiano del cimitero dell’immaginaria cittadina Italiana di Buffalora, vive con il suo assistente Gnaghi – quest’ultimo è incapace di esprimersi se non con incomprensibili versi. Il paesino sembra quasi isolato dal mondo, e i contatti sociali che i due hanno all’interno di esso non sono molti.
Per qualche strana ragione, gli inquilini del cimitero decidono di ritornare tra i vivi sotto forma di zombie obbligando Francesco a rispedirli sotto terra con un colpo di pistola alla testa.
Amore, morte – e un turbinio di eventi che metteranno in dubbio la realtà stessa – saranno gli elementi che scandiscono la vita del guardiano del cimitero.

Nel frattempo, a Londra, un ex agente di Scotland Yard ha messo su un’attività come investigatore privato, specializzato però nel paranormale, ad accompagnarlo c’è il suo assistente, il sosia di Groucho Marx.
Amore, morte e surrealismo saranno gli elementi portanti delle avventure del nostro inglese.

Notate qualche somiglianza?
Francesco Dellamorte è molto simile a Dylan Dog anche se allo stesso tempo rappresenta il suo opposto.
Se Dylan ha l’hobby del galeone, Francesco si dedica al modellino di un teschio da costruire, né l’uno né l’altro si vedranno mai completi. Entrambi hanno un maggiolone e vestono il medesimo completo – colore della camicia a parte - e entrambi posseggono uno strampalato assistente.

Come dicevo però, ci sono anche sostanziali differenze. Il nostro Dylan Dog è astemio e non fuma, contrariamente a Francesco Dellamorte.
Anche a livello psicologico questa “somiglianza opposta” viene mantenuta: sia Dylan che Francesco presentano un particolare rapporto con il gentil sesso. Se Dylan Dog finisce con l’innamorarsi della maggior parte delle sue clienti, a Francesco Dellamorte capita la stessa cosa con le donne che passano per il cimitero di Buffalora.

E così come è cambiato l’Old Boy nel tempo, è cambiato anche il rapporto di somiglianza con il suo “prototipo”. Francesco Dellamorte vive circondato dall’orrore, in mezzo ai “ritornanti” cioè gli inquilini del cimitero che risorgono, gli stessi antagonisti che hanno infestato la prima storia del nostro indagatore dell’incubo.
Dellamorte ha una visione più nera del mondo, al punto da arrivare a non distinguere più tra la vita e la morte. Il custode del cimitero di Buffalora finirà intrappolato in una serie di sequenze omicide; Dylan Dog, invece, pur ritrovandosi spesso ai confini della realtà, riesce quasi sempre a restare ancorato ad essa.
Sotto certi aspetti, Francesco Dellamorte è la metà oscura e grottesca di Dylan Dog; è nato nel medesimo mondo dell’Old Boy, con gli stessi elementi che ne hanno caratterizzato le storie, e col tempo è andato a identificarsi come una parte di esso.
Francesco Dellamorte non è dunque solo “l’amico italiano e becchino” dell’indagatore dell’incubo, ma la prima identità di uno Sclavi cartaceo che, col tempo, è maturato.
Verosimilmente, per Tiziano Sclavi la creazione di entrambi i personaggi è stata un viaggio: com’è noto egli riversava se stesso e il suo mondo nelle pagine dei fumetti e, probabilmente, la stessa cosa è successa con Francesco Dellamorte. Come un viaggio all’interno di sé, in cui prima si esplorano i lati più scuri e poi tutto il resto.

E voi cosa ne pensate? fatemi sapere le vostre opinioni e impressioni.

P.s. Per una recensione del film clicca QUI.

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