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Le donne sono sempre state croce e delizia per il caro indagatore dell’incubo che – nell’arco di 310 albi della serie regolare, più speciali, almanacchi, maxi, giganti, color fest e fuori serie vari – ha intrecciato relazioni sentimentali con buona parte della popolazione femminile del Regno Unito. E il buon Dylan Dog non si è accontentato mica solo di ragazze normali. Si è innamorato di assassine, fantasmi, zombi, lupacchiotte mannare e demoni dall’aldilà. Ma una come Coralie non gli era mai capitata.

Sceneggiatura: Pasquale Ruju
Voto: 6

Il concept è abbastanza semplice. Coralie è una bellissima ragazza, depressa e autolesionista, che scatena raptus di follia omicida in quelli che le stanno attorno, come se il suo male di vivere fosse in qualche modo contagioso. Dylan, naturalmente, finisce per innamorarsene e vuole aiutarla ad affrontare i suoi demoni interiori. L’idea di base, lo sviluppo della storia e l’evolversi dei personaggi non denota nulla di nuovo e la vicenda si dipana in maniera prevedibile. Tuttavia va rivolto un plauso a Ruju per la capacità di strutturare il racconto in maniera pressoché perfetta. Tutti gli elementi sono al posto giusto: il prologo è di buon effetto, la storia d’amore e le sequenze splatter si alternano con grande equilibrio, l’approfondimento psicologico non è troppo marcato per non gravare sulla lettura, i personaggi di contorno sono funzionali ed essenziali entrando in scena ed uscendone nei momenti appropriati. Anche gli interventi di Groucho sono ben calibrati e l’epilogo è quello di ogni horror che si rispetti. Una sceneggiatura che è totalmente priva di sbavature per un racconto senza infamia e senza lode.

Disegni: Giovanni Freghieri
Voto: 7

Quando si tratta di disegnare belle ragazze, Freghieri è certamente il migliore nella scuderia di disegnatori dylandoghiani. La sua Coralie è bellissima, dolce e malinconica, raffigurata anche in qualche sequenza di delicato erotismo. Le fisionomie di tutti i personaggi sono ben cesellate come pure i giochi di luce ed ombre. Cariche d’effetto le sequenze splatter che ci riportano quasi ad un Dylan Dog vecchia maniera.

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Copertina: Angelo Stano
Voto: 6

La copertina di Stano sembra la locandina di un horror anni ’70. Dylan impugna un’ascia pronto ad uccidere Coralie. Il disegnatore non si prende licenze nell’illustrare la ragazza, raffigurandola esattamente con gli stessi connotati con i quali appare nella storia. E’ una copertina che fa semplicemente il suo dovere, suscitando curiosità nel lettore.

 

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