Maxi Dylan Dog 16

Secondo molti fans di Dylan Dog, Montanari e Grassani sarebbero la coppia di disegnatori che ha dato vita al Dylan Dog definitivo, quello più identificabile, a partire dal loro esordio sull’ormai lontanissimo e storico n. 3 della serie regolare, Le notti della luna piena. La coppia ha poi illustrato alcune delle storie più amate dell’Indagatore dell’Incubo tra le quali le prime due ad essere suddivise in due albi: Il Castello della Paura-La Dama in Nero e I Segreti di Ramblyn-La Belva delle caverne. Ed è proprio omaggiando Montanari & Grassani che nacque 14 anni fa il Maxi Dylan Dog, malloppone estivo che comprende tre storie disegnate dall’inossidabile duo. Una scelta che, da un lato, ha causato – ahimé - la quasi totale assenza della coppia sulla serie regolare e, dall’altra, aumenta l’attesa per il Maxi che, pur essendo diventato semestrale negli ultimi due anni ospitando diversi disegnatori nell’edizione invernale, resta un appuntamento fisso – nell’edizione estiva - con Montanari e Grassani.

CHIAMATA DALL’INFERNO

Sceneggiatura: Paola Barbato
Voto: 7

La Barbato apre la sua storia citando esplicitamente i film ai quali renderà omaggio nel corso della narrazione e che sarebbero stati comunque facilmente individuabili dal lettore data la loro popolarità. Alcuni poveri malcapitati ricevono degli sms che annunciano la loro morte con tanto di data e ora e puntualmente restano uccisi con modalità a dir poco improbabili e spettacolari. L’uso dell’elemento tecnologico come strumento foriero di morte si rifà a horror giapponesi quali The Ring e The Call mentre le cervellotiche sequenze che portano all’uccisione delle vittime seguono la falsariga di Final Destination. Come al solito, l’autrice non manovra Dylan solo come investigatore chiamato a risolvere il caso della cliente di turno: gli fa vivere l’incubo in prima persona. Il nostro, da sempre riluttante alla moderna tecnologia, riceve il malaugurato sms su un cellulare non suo e la situazione si complica. Nonostante un concept non originalissimo, la narrazione è ben ritmata, piacevole e appassionante grazie alla caretterizzazione ben sfaccettata dei personaggi, tra cui l’accattivante e sexy Cecilia Sanchez, ambigua direttrice del quotidiano scandalistico “Spinner”. E occhio al giovane fotografo Jerry che ricorda da vicino il Jimmy Olsen di Superman. La Barbato concede più spazio del solito a Jenkins e non dimentica mai i trascorsi dell’indagatore dell’incubo… è senz’altro la sceneggiatrice più attenta alla labile continuity della serie. Una curiosità: nell’albo di giugno della serie regolare che vi abbiamo da poco recensito, Dylan deve isolarsi con la bella Coralie in una casa in campagna. Anche se per motivi diversi, qui accade esattamente la stessa cosa con la cliente Melanie. Divertente e metafisico il finale con il ritorno di un “avversario” storico facilmente intuibile. Toccante l’epilogo. Se tutte le storie di maniera della serie fossero come questa, lo standard sarebbe sempre alto.

LA VERITA’ SOMMERSA

Sceneggiatura: Giancarlo Marzano
Voto: 6

Montanari e Grassani sono forse i due disegnatori che hanno illustrato il maggior numero di storie di Dylan Dog in trasferta, a cominciare dal sopracitato Le notti della Luna piena nel quale l’indagatore si recava in Germania. In questo caso tocca a Giancarlo Marzano – che sta diventando un habituè di questi Maxi – portare Dylan lontano dalla sua Londra, stavolta a Cromagh, un paesino del Galles meridionale funestato da una serie di omicidi ad opera dei “Dimenticati”, una sorta di vendicativi zombi lacustri (sarebbe bello, un giorno, fare una lista degli appellativi con cui vengono chiamati i morti viventi nella narrativa horror: dai “ritornanti” di Sclavi agli “erranti” di Walking Dead). Si tratta di un giallo-horror dall’impostazione abbastanza classica con tutti i personaggi al posto giusto: c’è il sindaco, il giudice, la bella poliziotta con un aitante agente scelto al suo fianco e c’è pure Bronson, citazione del film omonimo di Nicolas Winding Refn. La storia ha il pregio e il difetto di seguire un impianto narrativo molto classico, con tutti i cliché del genere. La domanda è la solita: c’è davvero l’elemento sovrannaturale o gli abitanti del paese nascondono qualche squallido segreto? O, come capita spesso nelle storie di DYD, entrambe le cose? La vicenda si fa prevedibile e Marzano eccede troppo nella componente investigativa con dialoghi “punto e virgola” concedendo poco spazio alla parte horror. Ci voleva un po’ più di equilibrio ma si lascia comunque leggere con piacere.

VITE GEMELLE

Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Voto: 5

Lo spunto della storia di Gualdoni è interessante. Una donna vede una sua sosia morire e, da lì in poi, un serial killer ne ucciderà altre. Purtroppo lo sviluppo è lento, privo di mordente, con alcune tavole messe lì per allungare il brodo. La tesi (fanta)scientifica dei cloni appare subito debole e, a un certo punto, viene chiamato in causa l’ormai mitico bosco di Golconda senza alcuna vera utilità. Suggestiva la risoluzione finale ma ci voleva qualche idea in più nella parte centrale. Peccato.

Disegni: Montanari e Grassani
Voto: 8

Lo stile dei due disegnatori si è evoluto molto negli anni, dal Dylan capellone e dal naso aquilino a quello attuale dal naso meno pronunciato e dai capelli meno folti. Tuttavia il tratto realistico e fortemente simmetrico della coppia è inconfondibile. Le vignette sono sempre ricchissime di dettagli, molto belli i totaloni paesaggistici. Nella prima storia colpiscono le due splash-page: nella prima c’è un riassunto degli incontri tra Dyd e la Morte, nella seconda vengono riunite alcune fiamme di Dylan. Suggestiva, all’inizio della seconda storia, la sequenza dell’inondazione. Più convenzionali le tavole dell’ultimo racconto ma l’opera di Montanari e Grassani è sempre ineccepibile.

Copertina: Angelo Stano
Voto: 7

La copertina si rifà alla comparsa dei demoni di Golconda nella terza storia, con i diavoli ai lati del cancello e il grande bulbo oculare vivente. Domina il colore rosso a fornire un’illuminazione infernale. Un po’ scarna, ma divertente.

Alcune tavole di anteprima

Maxi Dylan Dog 17 tav1

Maxi Dylan Dog n. 17 tav2

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