Dylan Dog 311 Recchioni Caluri

Il giudizio del corvo è un albo che aspettavo da molto tempo per due motivi: l’esordio di Daniele Caluri nella serie regolare e la storia. Diciamocela tutta, ogni volta che esce un albo firmato da Roberto Recchioni, io ci spero. Mi piace come scrive, cosa scrive e persino come imposta la struttura di base di una sceneggiatura, ma più di ogni altra cosa adoro il suo approccio con Dylan Dog. Mai completamente coerente con sé stesso e con la “solita” linea editoriale.

In poche parole, quando leggo Roberto Recchioni mi gaso. Anche perché, potete definire il Rrobe in tanti modi, ma non si può non riconoscerne il talento. Se la tira? forse. Ma è bravo.

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Nel Dylan Dog n. 311 c’è tutto: amore, angoscia, trasgressione, paure, fobie, vendette e principi. Ogni cosa al posto giusto, in una storia che procede senza intoppi con un ritmo sincopato, perfettamente reso dai disegni meravigliosi di Daniele Caluri. L’orrore e l’angoscia sono tangibili e le atmosfere sono state trasposte su china in modo sublime.

dylan dog 311 tavola004 140x300Dopo appena 7 minuti di lettura, avevo capito. Non sarebbe stata la raffazzonata trasposizione fumettistica di Saw, ma una citazione vera – come pochi sanno fare in ambito fumettistico – che in Saw trova solo lo spunto per approdare poi a qualcosa di molto più complesso (almeno sotto un certo punto di vista) e completamente in linea con il personaggio e i lettori di Dylan Dog.

La trama è presto detta: Dylan viene “rapito” e sottoposto a una serie di test che metteranno a dura prova la sua psiche e i suoi ideali. Il giudice che deciderà le sorti dell’Old boy – e quelle della sua nuova fidanzata – si cela sotto una maschera a forma di corvo. Se l’indagatore dell’incubo dovesse fallire… beh, lascio a voi immaginare cosa succederebbe.

Fin qui niente di strano, ma è stupefacente il mondo con cui la storia procede, innalzando progressivamente il ritmo e il mistero. E la curiosità del lettore.
94 tavole che mostrano angoscia e tensione, aggressività e umanità, tenerezza e violenza. Non voglio rovinarvi la storia, quindi, non entrerò nello specifico dei suoi risvolti, mi basta aggiungere che Il giudizio del corvo trasmette tutta la forza emotiva di Dylan Dog, mettendo in luce ogni aspetto del personaggio.

Tutto sommato, poi, l’alone di mistero che rimane attorno alla figura del corvo è interessante e non infastidisce.

P.S. Sì, c’è il colpo di scena finale.. e anche il ritorno di una vecchia conoscenza. E no, non ci sono spiegoni.

Alcune vignette random.

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