Dead of Night: recensione

Recensione completa

di Marco Rizzo

PRIMA PARTE: Le atmosfere londinesi sono ben lontane dagli standard di New Orleans, ciò nonostante, le cromature dark ‘tengono bene’. La voce fuori campo fa un’accettabile introduzione su Dylan Dog, riuscendo ad essere esaustiva per gli spettatori non lettori e sopportabile per gli storici del fumetto. Proprio in questi primi minuti alcune frasi sfiorano persino la filosofia del personaggio di Tiziano Sclavi, presentando, poi, un Dylan che non si occupa più dell’incubo, ha perso per sempre l’amata di turno e si è lasciato alle spalle il passato (alla Scotland Yard e con Groucho), che comunque tiene vivo nella sua scrivania.

L’assistente Marcus adempie bene il suo compito: farci dimenticare -solo per un paio d’ore- la mancanza di Groucho. La spalla comica è divertente e funziona, anche se non potrà mai sostituire l’umorismo delle grouchate.

La sceneggiatura, pur con qualche buco, regge bene in tutta la prima parte della pellicola, eccetto che per gli epici fail, di cui parlerò più avanti e che fanno rivoltare lo stomaco a tutti i lettori del fumetto. La regia non è impeccabile ma comunque ottima.

SVOLGIMENTO: I dolori cominciano proprio con lo sviluppo della storia, nell’utilizzo di personaggi inutili (come lo zombie mangia uomini) e nell’impronta caratteriale che viene data a Dylan. Brando Routh non recita male, è quello che gli fanno fare a destare perplessità: bene fino a quando utilizza la prima cosa che gli capita tra le mani per lottare contro i vampiri ‘baffirizzati’; male, anzi malissimo, quando usa una cazzottiera in argento per scacciare un licantropo e un lancia razzi, facendo un’entrata in pieno stile americano-spaccone.

EPILOGO: La mazzata finale viene data poi dall’epilogo: il colpo di scena sferzato dagli sceneggiatori, (SPOILER) facendo di Elizabeth la misteriosa cacciatrice di mostri (/SPOILER), funziona.. se non fosse che stavolta è l’interpretazione ad essere carente.

L’epilogo vero e proprio delude tremendamente; in quanto, tutto si svolge troppo velocemente e il demone-cattivone esplode in men che non si dica.

Ultimo appunto va al trucco di Belial: la prima trasformazione è persino bella da vedere, la seconda ci presenta un demone con una specie di pelle armaturizzata lucida. (non bastava limitarsi a mettergli le ali e la coda?)

CONCLUSIONI: Il film è gradevole, va però visto senza aspettative di rilievo, dato che, si tratta di un semplice adattamento cinematografico che non ricalca tutte le sfumature del fumetto (né rispetta i suoi particolari). Un adattamento che finisce così per precipitare, probabilmente anche nel tentativo di compiacere gli spettatori USA, nel “B movie” americano. Non è né la mancanza di Groucho, né il maggiolone nero (che oserei dire anche più figo) a influenzare il giudizio complessivo, anzi.

Considerando buchi di sceneggiatura, personaggi, regia, interpretazioni degli attori e rapporto tra punti di contatto e distacco dal fumetto, la pellicola totalizza una media voto di 5/10. Ottenuta, a sua volta, da due modi di giudicare diversi:

  1. Da semplice spettatore (estraneo al mondo di DyD): VOTO 6/10
  2. Da lettore e collezionista: VOTO 4/10

EPIC FAIL:

  1. Dylan cade e incassa pugni in pieno stile americano, sono lontani i tempi delle bistecche fredde sull’occhio nero;
  2. “Non servono piani, solo pistole più grandi”, clamoroso fail che distrugge l’immagine di DyD;
  3. La borsa del dottore con provettine e monocolo d’ingrandimento;
  4. Fucili e lanciarazzi, accompagnati da una scena improponibile, durante l’irruzione nel clan di Vargas;
  5. Scena cripta con Marcus, un tripudio di errori: non solo Dylan non è più claustrofobico ma utilizza anche uno zippo per farsi luce e diventa, inspiegabilmente, “Old Man” (Old Boy era troppo difficile da pronunciare);
  6. Scena DyD versione drogato con berretto allegato (quasi fa rimpiangere il capello liscio e pettinato);
  7. Il maggiolone è targato “DYD 187″.. (NO COMMENT)

EPIC WIN:

  1. “Giuda ballerino!” L’espressione viene utilizzata ben due volte, nonostante nella versione USA non risulti. Punto a favore per la Moviemax e il doppiaggio italiano;
  2. La pistola è sempre carica, non è la Bodeo italiana, ma almeno non dispone di proiettili infiniti e viene spesso ricaricata;
  3. Rapporto con la tecnologia: viene ben rappresentato il pessimo rapporto del Nostro con la Coolpix fotocamera che Marcus gli regala;
  4. Nelle prime scene, Dylan suona il clarinetto: non è il trillo che volevamo sentire ma va bene lo stesso;
  5. Anche se una sola volta, l’Old Boy si fiderà del suo “quinto senso e mezzo”;

PERSONAGGI RIUSCITI: Vargas, Marcus, Borelli

PERSONAGGI NON RIUSCITI: Dylan Dog, Elizabeth

PERSONAGGIO INUTILE: Zombie Gigante “mangia uomini”. (Un’espediente per trasformare Marcus in uno zombie e distrarre Dylan dal cuore di Belial, se non fosse che somiglia ad un Mike Tyson putrefatto che muore nel modo più idiota possibile)

RICHIAMI CELATI AL FUMETTO: La via dove abita Dylan si chiama “Rue Craven“; in uno degli specchi della casa è impressa la scritta “Marx”.

CAMEO INDIRETTI: “Borelli” (nome dato ad un vampiro di 800 anni che evidentemente fa pensare all’editore Bonelli) e “Sclavi” (nome dato al vampiro anziano che custodisce il “cuore di Belial”).

Racconto dell’esperienza

di Francesca Motisi

Prima di arrivare al punto cruciale vorrei raccontarvi il contesto in cui ho visto il film. Ore 15.45 (16/03/2011) il buon RiZzUs chiama a casa: “Motisi allora ci vediamo alle quattro?“, mia risposta”si,si. Appena arrivi citofona…” . Silenzio -standard per RiZzUs- poi esordisce con “Se non sei uscita di casa nelle ultime 3-4 ore, metti vestiti estivi!“. Molto bene! Ora, per chi non lo sapesse, quando a Palermo fa caldo a Marzo, fa veramente caldo! Quindi m’infilo una maglietta, una giacca leggera e le mie fidate NBA rosse. Al suono del citofono scendo velocemente e la botta di calore tra i 18° di casa e i 27° dell’esterno si fa sentire.

Allegri e felici, andiamo piano pianino verso il cinema. Tenete presente che, io e RiZzUs, siamo tra le poche (fortunate) persone ad avere un cinema sotto casa e abbiamo talmente tanto culo che il biglietto costa anche 4.50€.

Sono le 16.26, pagiamo il biglietto ed entriamo in sala: al massimo ci sono quindici persone e almeno cinque di queste sono dei pigmei che non superano il metro e venti di altezza e i nove anni di età. Ovviamente cerchiamo i posti migliori che, notoriamente, sono quelli a centro sala, nello stacco tra i due gruppi di poltrone.. purtroppo lo sanno anche i presenti e quindi sono già occupati, poco male. Occorre optare per i posti più avanti per non avere il classico rompiscatole che ti si pianta al centro dello schermo e del film non ne capisci na mazza. In ogni caso, ci sediamo. Si spengono le prime luci ed iniziano a proiettare i trailer dei film; proprio quando spunta finalmente il logo Moviemax, una simpatica coppia di ragazze entra in sala e si piazza -guarda caso- davanti a noi. Le ragazze non sembrano accorgersi dei rimanenti 250 posti liberi in sala e, quella che tocca a me, concorre sicuramente per il guinness dei primati per la chioma più cespugliosa del mondo. Adesso mi tocca vedere il film in prospettiva orizzontale e con la promessa di un torcicollo assicurato.

Inizia il film e devo ammettere che le prime battute sono davvero carine, il turpiloquio tra Dylan e il marito incazzato è frizzante e divertente. Anche il primo approccio con Marcus (l’assistente) non è male, è un personaggio allegro e con la parlantina.. insomma, il classico rompiscatole che tiene banco e fa divertire. Simpatica anche la controversa relazione tra Dylan e la Coolpix che Marcus gli sgancia per “modernizzarlo” un pò.

Ho apprezzato anche il Cameo a Groucho nella foto che si vede di sfuggita.

La prima nota dolente arriva a 10 min dall’inizio, quando l’Old Boy (e non Old Man!) s’infila un’orrenda camicia beige in stile Bad Boys/Miami Vice.. la mazzata finale me la danno le Converse rosse (che ricordano quelle che ho io, ma meno usurate e naturali).

Altro epic fail è Dylan Dog, in versione CSI, con una sottospecie di microscopio fatto in casa per esaminare i peli, di una lupacchiotta, lasciati in quantità industriali.

L’atmosfera cupa di New Orleans tiene, indubbiamente non è Londra, ma come sfondo va bene. A proposito di contesto, spero che quello di Peter Stormare fosse un cameo a Marlon Brando, perché il capo-clan-boss-mafioso-licantropo è veramente troppo (ridicolo).

Insomma, il caro vecchio Dylan si amministra tra licantropi e vampiri truccati da fare invidia ad un telefilm (mi aspettavo di vedere spuntare Buffy da un momento all’altro), a questi si aggiunge la ragazza-soprammobile Elizabeth che per 106 min respira e urla con livelli di decibel che rasentano gli ultrasuoni.

Negli ultimi secondi rimanenti (titoli di coda compresi) la ragazza di trasforma da bionda docile e sprovveduta ad una bizzarra versione paladina di giustizia.

Nonostante il colpo di scena funzioni, quello che proprio manda a quel paese il film è la grinta (?) che l’attrice mette nell’interpretazione: il tono e l’atteggiamento da dura non fanno per lei!

Purtroppo i punti buoni del film, molto spesso, vengono portati all’esasperazione e fino a rasentare il ridicolo: da apprezzare il revolver senza il caricatore infinito, ma l’irruzione nell’abitazione di Vargas sembra più una scopiazzatura di Matrix quando Neo entra nel palazzo degli agenti.

Altro punto di forza è l’uso delle leggende sui vampiri e licantropi.. argento e paletti al posto di aglio e altre baggianate. Da questo punto di vista l’ho apprezzato, ed essendo un’amante del genere è quanto dire! Tutto viene però rovinato ancora una volta dal trucco che, onestamente, riesce meglio a me per Halloween.

Arriviamo alla conclusione. Tralasciando la versione gundam di Belial e tutte le sue digevoluzioni, l’epilogo si esaurisce in pochi minuti, per lo più fatti da cazzotti e botte che avrebbero frantumato un normale essere umano.

Insomma, un pomeriggio non proprio buttato, un film gradevole ma non capolavoro.. 4.50€ rubati alle mie sigarette, per la felicità di RiZzUs.. e che altro?

Indubbiamente la risata post-film nel scrivere con Marco le nostre impressioni, stilando i pro e i contro e sforzandoci di trovare più epic win che fail clamorosi!

Andate a vederlo se volete (ma solo se ne siete convinti) ma senza pretese. Posso solo dirvi che alla fine il personaggio che più vi piacerà sarà Marcus che ha stracciato ogni mia aspettativa, lasciando un retrogusto dolce in bocca, amareggiata da tutto il resto.

VOTO CONCLUSIVO: 5+

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Rating: 7.1/10 (8 votes cast)
Dead of Night: recensione, 7.1 out of 10 based on 8 ratings
  • KaJu
    #1 Pubblicato da KaJu  1 anno fa

    “si è lasciato alle spalle il passato alla Scotland Yard e con Groucho, che tiene comunque vivo nella sua scrivania.”

    Tiene Groucho vivo nella scrivania? :)

  • bdog86
    #3 Pubblicato da bdog86  1 anno fa

    Ragà vi voglio tanto bene, ma come avete fatto a trovare simpatico Marcus???
    L’ho odiato da metà film in poi. Un personaggio che urla quando non deve, dice cose pessime e non serve.
    Vorrei che tra gli EPIC FAIL venissero inserite due tra le più brutte battute dei film in assoluto: “Dylan HOT Dog” e soprattutto gli “ZOMBIERONI” alludendo malamente agli zampironi antizanzare. Orribili.

  • Admin DDC. [RiZzUs]
    #4 Pubblicato da Admin DDC. [RiZzUs]  1 anno fa

    Non so, penso dipenda dal proprio gusto.. Marcus, in tutto il film, è stato il personaggio più convincente alla fine.. Oltre a Vargas naturalmente.
    In effetti, le battute che hai riportato sono state le uniche due che non ho apprezzato!


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