Interviste
Intervista a Denis Frison
ago 8
Quando arriva la proposta di collaborare e fornire informazioni dylaniate per il progetto “Dylan Dog – La Morte Puttana“, qualcosa nella mia mente s’inquieta, non riuscendo bene a comprendere il potenziale dell’opera finale. Poi parlo con Denis, mi spiega cosa vuole realizzare e il perchè. Rimango affiscinato e colpito.
Intervista
- Cominciamo subito con le domande un pò scomode. Quando hai pensato questo progetto? Malignamente si potrebbe azzardare ad un “concorrente” del film ufficiale..
“Premessa: io credo che l’essere umano sia dotato di immense qualità e credo che niente sia impossibile, se una persona crede in se e nelle proprie capacità può raggiungere grandi obiettivi, basta darsi una possibilità .
Nessuna rivalità con il film ufficiale che anzi andrò sicuramente a vedere. Tutto iniziò moltissimi anni fa, ero ancora un ragazzino che come molti altri leggeva e sognava le avventure di Dylan Dog. I suoi mostri… il clarinetto… il modellino… gli amori… tutto.
Una sera però vidi il trailer di un film.. “DELLAMORTE DELLAMORE”. Vedendo Rupert Everett mi precipitai accompagnato da mio padre a vedere subito questa pellicola che, ovviamente, mi colpì perchè racchiudeva molto del fumetto dylaniato.
Rimase in me la speranza di vedere un giorno un film basato proprio su Dylan con il suo vero assistente, la sua porta e la sua macchina e tutto quello che vogliono i fans da Dylan Dog. Sono passati circa 16 anni e da quel giorno ancora conservo questa speranza. Poco tempo fa seppi di Dead of Night… felice mi diedi da fare per trovare qualche notizia ma scoprii che era stato modificato parecchio e ovviamente mancava il grandissimo Rupert Everett. Pensai tra me e me ironizzando: “mi sa che devo farmelo io questo film se voglio vederlo”, poi diventai serio di colpo e ripensai a quello che avevo appenato progettato.”
- Parlaci della relizzazione del film, se dovessi sintentizzare delle tappe fondamentali?
“Gli obiettivi iniziali erano trovare il maggiolone e la porta, fortunatamente Groucho non è stato un problema, in quanto, ho scelto di fare il film anche basandomi sul fatto che sapevo già chi avrebbe dovuto interpretarlo. Un pò più preoccupato lo ero per me, nel senso che sentivo un’immensa responsabilità nell’interpretare l’indagatore dell’incubo.
Un Elogio va a Massimiliano Costantini che sarà presente per la maggior parte alle riprese se non a tutte. Questo ragazzo ha collaborato con me alla regia su un altro film e, oltre ad essere un attore, ha grande occhio ed è indispensabile per la realizzazione di questa pellicola. Altro elogio va a Valentina Comello che è un’ottima fotografa.. ma penso che le sue fotografie parlino da sole. Le sue foto sono uniche, caratterizzate dalla sua sensibilità.”
Intervista a Francesco Argento
ago 1
Anche stavolta siamo terrorizzati di ospitare.. Francesco Argento, autore di Eroi al Volante, libro dove fa da protagonista, tra altri bonelliani, il nostro Dylan e il suo maggiolone.
- 19 anni ci separano dalla pubblicazione della tua opera più ricercata - almeno nell’ambiente fumettistico – Eroi al Volante.. che ricordo hai di quel periodo?
“Erano anni di grande fermento intorno al mondo dei comics. Il fumetto popolare viveva una fase di rinascita e di riscoperta. Le fumetterie aprivano allo stesso ritmo con cui oggi aprono i “pizza e kebab” le fiere specializzate si moltiplicavano così come le fanzine che diventavano sempre più professionali. I volumi di critica fumettistica, cito in particolare quelli della Glamour (ai quali mi ero nel mio piccolo ispirato…) trovavano sempre più spazio negli scaffali dei comics shop. In poche parole c’era molto entusiasmo, anche se un po’ falsato dalla smania collezionistica e speculativa che in quegli anni si stava diffondendo, a volte a scapito dei contenuti.”
- Prezzo di copertina 16.000 lire nel 1991.. oggi le quotazioni arrivano anche a 35-40 €. Secondo te a cosa deve questo successo Eroi al Volante?
“Premesso che mi fa piacere come un volume di critica, senza storie inedite o allegati, abbia consolidato il suo valore nel corso degli anni credo che due siano i motivi principali del suo piccolo successo. Il primo riguarda i contenuti. L’abbinamento auto e fumetti unisce due mondi che suscitano forti passioni ed è facile trovare fan di entrambi gli argomenti. Il secondo è la scelta dei protagonisti che accomuna sia eroi famosi come quelli della Bonelli e l’immortale Diabolik che personaggi meno noti come Daniel o il Commissario Spada, in grado di suscitare la curiosità del lettore più attento.”










