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Dylan Dog n. 300
giu 3
Una storia in cui si parlerà del passato di Dylan e dove non mancheranno le sorprese, a partire dal ritorno di vecchi personaggi entrati, come una lama affilata, nel cuore dei lettori.
Questo è quanto recita letteralmente l’Horror Club della ristampa dylaniata in edicola (DyD n. 250), che offre così un piccolo teaser: una vignetta e un’improponibile sintesi della trama.. Di che cosa? Dell’attesissimo “Dylan Dog n. 300“!
Abbiamo quindi colto l’occasione al volo – cercando di non cadere dalla finestra – per parlarvi di questo numero “speciale”, che come tradizione vuole, sarà interamente a colori.
Cominciamo subito con le grandi delusioni:
- Paola Barbato non sceneggerà questo numero.
- I colori non verrano curati dallo Studio Tenderini.
- La storia parlerà, (ancora, n.d.r), del passato del nostro Old Boy.
Gli autori sono noti da mesi:
Soggetto e Sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni e Copertina: Angelo Stano
Colorazione elettronica: Studio Rudoni (Daniele Rudoni)
I testi sono stati dunque affidati, al pluri-osannato (e odiato da alcuni) P. Ruju. La scelta della Bonelli è facilmente giustificabile, dato che Ruju è l’autore più prolifico dopo Tiziano Sclavi, nonchè il più affidabile e veloce.
Non sempre le sue storie sono state esattamente in linea con Dylan, sia dal punto di vista della testata che del personaggio, ma sta di fatto che il trecentenario non poteva che essere affidato ad uno sceneggiatore “storico” di DyD e, dato che ormai il Tiz ha esaurito quel “quid”, Ruju è l’unico ad avere un’indiscutibile esperienza.
DyD: La casa che non c’è
apr 10
Rivista Abitare, n.501 (Aprile 2010)
Non vi poteva essere titolo più indovinato per questa seconda parte delle “case dei fumetti” dedicato al grande Indagatore. La prima parte (nel numero 500 di Abitare) ha visto come interprete “Frank” creato dal grande Jim Woodring.
L’articolo a cura di Caterina Grimaldi ha il grande onore di ospitare pure un intervista al “nostro” Tiziano che rivela in alcuni casi anche notizie inedite. Dopo una bella introduzione (doppia lingua visto che esce pure negli USA) arriviamo alle prime immagini della casa di Dylan e la prima cosa che vedo è la “piantina” della casa (Craven Road n.7). Giuro di averla sognata la notte per diversi anni inquanto non riuscivo mai a capacitarmi su come fosse articolata la casa.
Un disegno
inedito (almeno a noi comuni mortali) di Angelo Stano ci chiarisce tanti dubbi e ce ne mette tanti altri; realizzata mentre stava lavorando al n.233 della serie. Dopo aver interpellato almeno una mezza dozzina di disegnatori ho capito che tutti si rifanno alle storie di Angelo Stano perchè non è stato ben chiaro a nessuno (fino ad oggi) su come si arrivasse in bagno, in cortile o in cucina. E su questo Tiziano Sclavi ha sempre lasciato la libertà di interpretazione ai disegnatori escluso dei punti chiave come il corridoio di ingresso, lo studio compreso posizione scrivania e altri accessori ed altri piccoli dettagli. Infatti un esempio plateale è una scala che sale al piano superiore su un paio di episodi posizionata sull’ingresso esclusivamente per necessità tecniche di sceneggiatura e poi puntualmente sparita nel resto delle storie. Quindi le varie interpretazioni hanno portato Dylan a vivere infinite case diverse. Impreziosiscono il tutto una serie di fotografie utilizzate per la realizzazione grafica di scrivania, poltrona, facciata di ingresso etc..









